Certificazione positiva dei costi per l’aumento del buono pasto nel comparto Sanità (Corte dei Conti Sez. contr. Trento n. 11 del 21.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Ai sensi dell’art. 2-bis del d.P.R. 15 luglio 1988, n. 305, introdotto dall’art. 1 del d.lgs. 31 luglio 2023, n. 113, le Sezioni di controllo della Corte dei conti di Trento e Bolzano certificano che la quantificazione dei costi dei contratti collettivi del personale a ordinamento regionale e provinciale sia compatibile con gli strumenti di programmazione e di bilancio, previa valutazione dell’attendibilità dei costi quantificati. La verifica si articola su tre piani distinti: attendibilità delle quantificazioni, compatibilità finanziaria degli oneri rispetto agli stanziamenti e compatibilità economica degli incrementi rispetto agli aggregati di finanza pubblica. La certificazione è positiva quando la relazione tecnica di accompagnamento consente all’organo di controllo di ricostruire il procedimento di calcolo dei costi; in mancanza, la Corte si esprime in termini di non luogo a provvedere. La certificazione positiva abilita le parti alla sottoscrizione definitiva dell’ipotesi di accordo.
Il Fatto
L’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale della Provincia autonoma di Trento ha trasmesso alla Sezione di controllo della Corte dei conti di Trento due ipotesi di accordo, siglate con le organizzazioni sindacali rappresentative in data 10 gennaio 2024, per l’adeguamento del valore del buono pasto elettronico nel comparto Sanità. Le intese riguardano l’area delle categorie e l’area dei dirigenti medici, veterinari, odontoiatri e sanitari dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, compresi i dirigenti delle professioni sanitarie.
L’aumento porta il valore del buono pasto a euro 7,00, con decorrenza dal quindicesimo giorno successivo alla sottoscrizione. La Giunta provinciale aveva autorizzato la sottoscrizione definitiva con la deliberazione n. 32 del 19 gennaio 2024, subordinandola alla certificazione positiva della Sezione. Le ipotesi sono state quindi rimesse al controllo per la prescritta certificazione.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro normativo della funzione di certificazione. L’art. 2-bis del d.P.R. n. 305/1988, introdotto dal d.lgs. n. 113/2023, ricollega il controllo al modello nazionale dell’art. 11, comma 4, lettera f), della legge n. 59/1997 e dell’art. 47 del d.lgs. n. 165/2001, estendendolo al personale a ordinamento regionale e provinciale.
Il parametro di giudizio è richiamato dal parere n. 2/2023/CONS delle Sezioni riunite e dalla deliberazione n. 7/SSRRCO/CCN/22 del 4 maggio 2022. La Corte distingue i tre profili della verifica: la razionalità e congruità della metodologia di stima, la copertura e sostenibilità degli oneri sugli stanziamenti di bilancio, la coerenza degli incrementi con gli obiettivi di finanza pubblica in materia di redditi da lavoro pubblico. Sul piano istruttorio, richiama il Rapporto generale di certificazione approvato con la deliberazione n. 17/REF/DEL/98, che considera cruciale la completezza della relazione tecnica.
La Sezione chiarisce preliminarmente che il controllo è limitato all’ipotesi di accordo trasmessa e non si estende ai contratti collettivi vigenti, non sottoposti a preventiva certificazione. Le intese constano di due articoli: il primo definisce l’ambito di applicazione, il secondo eleva il valore del buono pasto a euro 7,00 a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla sottoscrizione.
Sul piano della attendibilità, la metodologia dell’Agenzia appare corretta: il costo derivante dall’aumento è moltiplicato per il numero delle transazioni registrate nel periodo gennaio-settembre 2023 e riparametrate all’anno solare, con calcolo effettuato unitariamente per l’intero comparto Sanità. La Sezione osserva che la relazione tecnica non illustra nel dettaglio il metodo di calcolo dell’incremento di affluenza al servizio sostitutivo di mensa, pari al 58,4%, ma ritiene la misura complessiva non irragionevole. L’onere stimato è di euro 300.000,00 annui.
La verifica di compatibilità finanziaria è svolta per confronto tra maggiore spesa prevista e risorse stanziate: a fronte di euro 300.000,00 di oneri, la deliberazione della Giunta provinciale n. 2245 del 15 dicembre 2023 ha assegnato pari importo sul capitolo 441000-001, con avanzo pari a zero. La compatibilità economica è infine valutata in rapporto all’andamento dei prezzi al consumo, all’ICAP e al PIL, risultando coerente con il tasso di inflazione del periodo. La certificazione è pertanto positiva.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.