Motivazione del diniego di SCIA fondata su delibera provinciale già inefficace (Cons. Stato n. 1026 del 09.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il provvedimento che dispone la decadenza degli effetti di una SCIA deve fondarsi su una motivazione idonea a esplicitare le ragioni del diniego. È illegittimo, per inidoneità assoluta della motivazione, il provvedimento che si limiti a richiamare una delibera della Giunta provinciale che aveva già perso efficacia al momento della sua adozione. Il mero e generico richiamo alla legislazione vigente, non accompagnato da indicazioni utili a individuare le norme applicate, non integra una motivazione adeguata. La declaratoria di inammissibilità della domanda di annullamento dell’atto generale, per sopravvenuto difetto di interesse, non travolge la censura che investa il provvedimento applicativo per l’improprio richiamo di quell’atto a suo fondamento.

Il Fatto

La società ricorrente esercita attività di affittacamere in un immobile di sua proprietà, in forza di una SCIA presentata nell’agosto 2021. Secondo la prospettazione della società, la segnalazione originaria indicava per errore materiale solo quattro camere a due letti, anziché le cinque e le tre camere effettivamente destinate all’attività. Per correggere l’asserito errore la società presentava, nell’ottobre 2022, una SCIA di correzione.

Il Sindaco adottava quindi un provvedimento con cui disponeva la decadenza degli effetti della nuova segnalazione e inibiva la prosecuzione dell’attività per gli ulteriori posti letto denunciati. Il provvedimento si fondava esclusivamente su una deliberazione della Giunta provinciale che aveva sospeso la possibilità di presentare la denuncia di attività, estendendo la sospensione alle denunce di modifica. Il T.R.G.A. di Bolzano respingeva il ricorso, dichiarando inammissibile l’impugnazione della delibera e ritenendo infondate le censure contro il provvedimento comunale. La società proponeva appello.

La Motivazione della Corte

Il Collegio individua la questione nel rapporto tra l’atto generale e il provvedimento applicativo. La difesa erariale e comunale sosteneva che, persa efficacia la delibera, fosse venuto meno l’interesse a contestarla e che tale caducazione si riflettesse sulla legittimità del provvedimento comunale. La Corte rovescia l’impostazione.

Il provvedimento impugnato non evoca la disposizione legislativa provinciale che ha introdotto il blocco dei posti letto, ma si limita a richiamare la delibera della Giunta e le norme sulla SCIA. Come già rilevato nella sentenza n. 3730/2025 della stessa Sezione, relativa a un identico provvedimento sindacale, il richiamo alla legislazione vigente contenuto nel provvedimento si riferisce esclusivamente alla normativa richiamata in motivazione, non all’intero ordinamento.

Un mero e generico richiamo alla legislazione vigente, privo di ulteriori indicazioni utili a individuare le norme rilevanti, non può considerarsi motivazione adeguata. Nella specie il provvedimento richiamava concretamente solo la delibera di Giunta, che a sua volta non poteva richiamare la legge provinciale sopravvenuta, non ancora approvata al momento della sua adozione.

Il Collegio corregge poi il percorso del giudice di primo grado. La declaratoria di inammissibilità, per sopravvenuto difetto di interesse, della domanda di annullamento della delibera è condivisibile. Non se ne può però far discendere anche l’inammissibilità della censura articolata contro il provvedimento comunale, poiché quella censura investiva, sia pure implicitamente, l’improprio richiamo dell’atto generale a fondamento della decisione e dunque la motivazione. Il fatto che la delibera avesse già perso efficacia quando il provvedimento fu adottato rende la motivazione di quest’ultimo, se possibile, ancora più inadeguata.

L’appello è quindi accolto sulla base di una censura da sola idonea a determinare l’illegittimità dell’atto. La sentenza è riformata, il ricorso di primo grado accolto e il provvedimento sindacale annullato, con condanna della Provincia e del Comune alle spese del doppio grado.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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