Decadenza dalla responsabilità genitoriale: la Cassazione conferma la reintegrazione della madre, misura di extrema ratio

Corte di Cassazione, Sez. I Civile, ordinanza n. 32328/2025, depositata l’11 dicembre 2025 (R.G. n. 18927/2024) – Pres. Giusti, Rel. Caprioli.

I fatti

Il Tribunale per i Minorenni di Bari, su ricorso del padre proposto ex art. 330 c.c., aveva pronunciato la decadenza della madre dalla responsabilità genitoriale. La Corte d’Appello di Bari, in sede di reclamo (decreto n. 57/2024), ha riformato il provvedimento e reintegrato la madre nella responsabilità genitoriale, ritenendo la decadenza sproporzionata e fondata su circostanze ormai superate, anche alla luce di una CTU psicologica che segnalava indizi di manipolazione del minore da parte del padre contro la figura materna.

Il ricorso

Il padre ha proposto ricorso straordinario per cassazione ex art. 111, comma 7, Cost., affidato a sette motivi: omesso ascolto del minore, inammissibilità del reclamo, travisamento delle prove, vizi di motivazione sull’inattendibilità del minore e sull’idoneità genitoriale della madre, violazione del principio del superiore interesse del minore e questioni relative al mantenimento.

La decisione

La Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ribadito che non sussiste un obbligo di procedere a un nuovo ascolto del minore quando questi sia già stato ripetutamente sentito nel corso del procedimento, e che la decadenza dalla responsabilità genitoriale costituisce rimedio di extrema ratio, esperibile solo in presenza di un pregiudizio grave e attualmente accertato, non di condotte ormai superate nel tempo.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale, quale misura di massima gravità nell’ambito della tutela del minore, ha carattere di extrema ratio e presuppone l’accertamento concreto e attuale di un pregiudizio grave per il minore, non potendo fondarsi su condotte ormai superate o su una situazione familiare nel frattempo mutata.

L’esito

Ricorso del padre rigettato. Confermata la reintegrazione della madre nella responsabilità genitoriale disposta dalla Corte d’Appello di Bari.

Perché questa decisione conta, in pratica

La pronuncia richiama gli operatori del diritto di famiglia a un uso rigoroso della decadenza, misura che non può essere invocata sulla base di una fotografia storica della situazione familiare, ma richiede un accertamento aggiornato e concreto del pregiudizio. Segnala inoltre l’attenzione della Cassazione ai fenomeni di manipolazione del minore nei conflitti genitoriali, elemento che le CTU psicologiche più recenti sono chiamate a intercettare e valorizzare in sede di merito.

Scarica il testo integrale della sentenza/ordinanza (PDF)

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