Prelievo ATM all’estero scambiato per un pagamento POS mai addebitato: il ricorso naufraga per mancanza di prova (ABF Milano 4696/2026)

Arbitro Bancario Finanziario, Collegio di Milano, decisione n. 4696 del 26 maggio 2026 (seduta 19 maggio 2026) — Pres. Tina, Rel. Abate

I fatti

Il ricorrente riferiva che, durante un soggiorno all’estero, aveva pagato un servizio di trasporto con carta di credito; l’autista gli aveva comunicato che l’addebito non era andato a buon fine, chiedendogli di pagare in contanti, salvo poi accorgersi che l’addebito sulla carta era stato invece effettivamente eseguito. Chiedeva quindi la restituzione di 178,76 euro, dopo aver inutilmente inviato tre e-mail alla banca per avere chiarimenti.

L’intermediario si opponeva evidenziando che la transazione contestata non corrispondeva ad alcun pagamento POS, ma a un prelievo ATM effettuato presso una banca estera, con inserimento della carta e corretta digitazione del PIN, e che tale importo non era mai stato addebitato come pagamento POS. Rilevava altresì di aver dapprima rimborsato la somma in via cautelativa, salvo riaddebitarla dopo aver verificato che la spesa fosse di pertinenza del cliente, e che quest’ultimo non aveva prodotto alcuna evidenza a supporto della propria ricostruzione né denunciato il fatto alle autorità.

La decisione

Il Collegio rileva che il ricorrente non ha fornito alcuna evidenza documentale della transazione POS che assume di aver disconosciuto, mentre dalle evidenze prodotte dall’intermediario risulta che l’importo di 178,76 euro coincide con un prelievo ATM effettuato lo stesso giorno. L’operazione risultava autenticata tramite il chip della carta (fattore di possesso) e il PIN (fattore di conoscenza), integrando così i requisiti della SCA, già ritenuti sufficienti dal Collegio in un caso analogo (decisione n. 1231/2025).

Sulla base della scarna ricostruzione fornita dal ricorrente e della mancanza di riscontri documentali, il Collegio ritiene più verosimile che quest’ultimo abbia confuso — complice probabilmente anche il cambio valuta — il prelievo ATM effettivamente eseguito con la transazione POS che l’autista gli aveva riferito essere stata annullata, e della quale non vi è alcuna traccia nei movimenti del conto.

Il ricorso volto al rimborso di un’operazione disconosciuta non può essere accolto quando il cliente non fornisce alcuna evidenza a supporto della propria ricostruzione dei fatti e le evidenze prodotte dall’intermediario dimostrano che l’operazione realmente addebitata — correttamente autenticata secondo i canoni SCA — è diversa da quella contestata.

L’esito

Il Collegio non accoglie il ricorso.

Perché questa decisione conta, in pratica

Prima di disconoscere un’operazione, conviene sempre confrontare con attenzione l’importo e la descrizione riportati nell’estratto conto: confondere un prelievo ATM con un pagamento POS annullato da un esercente compromette la credibilità dell’intera ricostruzione, soprattutto quando manca qualunque prova documentale a sostegno della versione del cliente.

Scarica il testo integrale della decisione (PDF)

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