Abnorme la nullità della citazione diretta per il solo illecito dell’ente (Cass. pen. Sez. V n. 8369 del 28.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
È abnorme il provvedimento del giudice del dibattimento che, ritenendo erroneamente necessaria l’udienza preliminare, dichiari la nullità parziale del decreto di citazione diretta a giudizio in ordine al solo illecito amministrativo dell’ente, dipendente da reato per il quale è previsto l’esercizio dell’azione penale ex art. 550 cod. proc. pen. La contestazione dell’illecito amministrativo deve seguire le forme previste per il reato presupposto, perché l’art. 59, comma 1, d.lgs. n. 231 del 2001 va letto alla luce dell’art. 36, comma 2, e dell’art. 38, comma 1, del medesimo decreto, che impone il simultaneus processus. La conseguente stasi insuperabile del processo integra l’abnormità funzionale e legittima il ricorso per cassazione.
Il Fatto
Il Tribunale di Rimini, in composizione monocratica, aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio per vizio di esercizio dell’azione penale, ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. b), e 179, comma 1, cod. proc. pen., limitatamente alla società imputata dell’illecito amministrativo dipendente da reato. Secondo il giudice, per gli enti l’azione penale dovrebbe essere esercitata nelle forme dell’art. 59, comma 1, d.lgs. n. 231 del 2001, che non contemplerebbe la citazione diretta.
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rimini ha proposto ricorso per cassazione, deducendo l’abnormità del provvedimento sotto il profilo funzionale — per la stasi del processo — e sotto quello strutturale, per la separazione permanente dei percorsi processuali. Il ricorso, depositato dopo il 30 giugno 2024, è stato trattato senza intervento delle parti ai sensi del rinnovato art. 611 cod. proc. pen.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dal dato letterale dell’art. 59, comma 1, d.lgs. n. 231 del 2001, che richiama l’art. 407-bis, comma 1, cod. proc. pen. La norma, introdotta dal correttivo Cartabia in sostituzione dell’originario rinvio all’art. 405, comma 1, cod. proc. pen., elenca le forme di esercizio dell’azione penale e include la citazione diretta nei casi previsti.
Il Collegio ritiene che l’omesso richiamo al libro VIII del codice di rito sia frutto di una dimenticanza del legislatore, non di una volontà esclusiva. Depongono in tal senso la legge delega — l. n. 300 del 2000, art. 11, comma 1, lett. q) — che non imponeva l’udienza preliminare per l’illecito dell’ente, e la Relazione governativa di accompagnamento al decreto, che espressamente prevede la contestazione a mezzo citazione diretta quando tale rito sia previsto per il reato presupposto. Le Sezioni Unite n. 17156 del 2021, Gallo, consentono di valorizzare l’intenzione del legislatore quando il dato testuale non sia chiaro e univoco.
Sul piano sistematico, l’art. 62, comma 2, d.lgs. n. 231 del 2001 prevede l’applicazione delle disposizioni dell’udienza dibattimentale a seguito di citazione diretta ex art. 555 cod. proc. pen., dimostrando che l’illecito dell’ente può essere contestato con quel rito. L’art. 36, comma 2, impone di osservare le disposizioni processuali collegate ai reati presupposto; l’art. 38, comma 1, sancisce che il procedimento per l’illecito «è riunito», con formula doverosa e non facoltativa, diversamente dall’art. 17 cod. proc. pen. Le eccezioni del comma 2 vanno interpretate restrittivamente.
La Corte aderisce a Sez. IV n. 387 del 2022, che ammette la citazione diretta anche per l’illecito amministrativo, e prende atto del contrario orientamento di Sez. IV n. 40724 del 2024, che non condivide. Sussiste quindi l’abnormità funzionale: il provvedimento impugnato determina una stasi insuperabile, non potendosi emettere un nuovo decreto di citazione diretta né procedere con richiesta di rinvio a giudizio, che il G.u.p. dovrebbe rilevare ex art. 33-sexies cod. proc. pen. Il principio è già affermato da Sez. V n. 28694 del 2022, Caggia.
Ne consegue l’annullamento senza rinvio del provvedimento, con trasmissione degli atti al Tribunale di Rimini per l’ulteriore corso.
Nota della Redazione
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