Acquisizione gratuita illegittima se l’inottemperanza non è imputabile (TAR Puglia n. 211 del 13.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
Costituisce principio consolidato che l’ordinanza di demolizione e l’atto di acquisizione gratuita al patrimonio comunale costituiscono due distinte sanzioni, rispettivamente di natura riparatoria e afflittiva. In ragione della natura afflittiva dell’acquisizione, l’inottemperanza all’ordine di demolizione deve essere imputabile all’autore dell’illecito edilizio, secondo un giudizio di rimproverabilità della condotta omissiva. Il provvedimento acquisitivo è illegittimo se adottato in un momento in cui l’inottemperanza non può ritenersi colpevole, come nel caso di pendenza del giudizio avverso il diniego di sanatoria i cui effetti siano stati sospesi in via cautelare. La verifica di legittimità deve essere compiuta con riferimento al momento dell’adozione dell’atto, restando salvo il potere dell’Amministrazione di rideterminarsi alla luce delle sopravvenienze processuali.

Il Fatto

Il ricorrente impugnava il provvedimento con cui il Comune aveva disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree interessate da un abuso edilizio, a seguito dell’asserita inottemperanza all’ordinanza di demolizione. La vicenda traeva origine da un’ordinanza di demolizione del 2017, avverso la quale il ricorrente aveva proposto ricorso, definito con sentenza di rigetto confermata in appello. L’istanza di sanatoria presentata tempestivamente era stata rigettata, ma il primo diniego era stato annullato dal Tribunale per difetto di motivazione. In sede di riedizione del potere, l’Amministrazione aveva nuovamente respinto l’istanza; avverso tale secondo diniego il ricorrente aveva proposto nuovo ricorso, ottenendo la sospensione cautelare degli effetti del provvedimento.

In pendenza del giudizio e nonostante l’ordinanza cautelare, il Comune adottava il provvedimento di acquisizione gratuita. Il ricorrente, successivamente alla sentenza di rigetto del ricorso avverso il secondo diniego di sanatoria, dichiarava la volontà di procedere alla demolizione, chiedendo una proroga del termine, rigettata dall’Amministrazione. Avverso tali atti il ricorrente proponeva ricorso e motivi aggiunti.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha preliminarmente disatteso le eccezioni di inammissibilità sollevate dal Comune, rilevando che le questioni relative all’imputabilità dell’inottemperanza involgono il merito della controversia e che il ricorrente aveva contestato il provvedimento di acquisizione per vizi propri, non per vizi derivati dalla presupposta ordinanza di demolizione.

Richiamato il principio enunciato dall’Adunanza Plenaria n. 16 dell’11.10.2023, il Tribunale ha ribadito che l’acquisizione gratuita, avendo natura afflittiva, può essere adottata solo ove l’inottemperanza all’ordine di demolizione sia dipesa da profili di responsabilità colpevole riferibili all’autore dell’illecito edilizio.

Applicando tale principio alla fattispecie, il Tribunale ha rilevato che il provvedimento acquisitivo era stato adottato in pendenza del giudizio avverso il diniego di sanatoria e, soprattutto, quando l’efficacia di tale diniego era stata sospesa dall’ordinanza cautelare. In quel momento, pertanto, la mancata demolizione non poteva essere rimproverata al ricorrente, il quale aveva legittimamente atteso gli esiti del giudizio.

La tempestiva richiesta di proroga del termine per demolire, presentata contestualmente alla pubblicazione della sentenza di rigetto, ha confermato la volontà di ottemperare all’ordine. Il Tribunale ha precisato che la verifica di legittimità dell’operato comunale va compiuta con riferimento al momento dell’adozione del provvedimento acquisitivo e che la successiva definitività del diniego di sanatoria non può riverberare effetti retroattivi sulla legittimità dell’atto.

Il ricorso e i motivi aggiunti sono stati pertanto accolti, con annullamento del provvedimento di acquisizione gratuita. Le spese di lite sono state compensate in considerazione della particolarità della vicenda.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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