Annullamento d’ufficio oltre termine per sanatoria fondata su falsa rappresentazione (Cons. Stato n. 5690 del 15.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
In presenza di un provvedimento amministrativo conseguito sulla base di una falsa rappresentazione dei fatti, l’amministrazione può annullarlo d’ufficio anche oltre il termine ragionevole ex art. 21 nonies, comma 2 bis, l. n. 241 del 1990. Ciò che rileva è l’oggettiva non veridicità della rappresentazione posta a fondamento del provvedimento favorevole, a prescindere dall’imputabilità della condotta al privato destinatario e dall’esistenza di un accertamento penale passato in giudicato. Il privato non può vantare alcun affidamento legittimo alla conservazione di un titolo rilasciato per effetto dell’inganno, anche se consumato da terzi. Il termine ragionevole decorre dal momento in cui l’amministrazione viene concretamente a conoscenza dei profili di illegittimità dell’atto.
Il Fatto
Due signore ottenevano dal Comune di Casola di Napoli, nel 2012, un provvedimento di sanatoria edilizia ex art. 37 d.P.R. n. 380 del 2001 e un accertamento di compatibilità paesaggistica per interventi di manutenzione straordinaria su un manufatto di proprietà. Nel 2019 il Comune annullava in autotutela entrambi i titoli, rilevando il mancato rinvenimento del fascicolo della pratica, la natura fittizia dei numeri di protocollo e del parere della Soprintendenza, nonché l’esito negativo dei controlli informatici e sull’Albo pretorio.
Il TAR Campania respingeva il ricorso di primo grado. Una delle interessate nel frattempo decedeva; il coniuge ed erede e l’altra ricorrente proponevano appello, deducendo la violazione del termine di diciotto mesi per l’esercizio del potere di autotutela e l’assenza di un accertamento giudiziale sul carattere fittizio degli atti.
La Motivazione della Corte
Il Consiglio di Stato ricostruisce la portata dell’art. 21 nonies, comma 2 bis, l. n. 241 del 1990: i provvedimenti conseguiti sulla base di false rappresentazioni di fatti o di dichiarazioni sostitutive false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati anche dopo la scadenza del termine di diciotto mesi, poi ridotto a dodici dall’art. 63 d.l. n. 77 del 2021.
Il Collegio precisa che ciò che rileva è l’oggettiva falsità della dichiarazione a cui è conseguito il rilascio del provvedimento favorevole, a prescindere dall’imputabilità della condotta al privato destinatario. Questi non può vantare alcun affidamento legittimo alla conservazione di un provvedimento rilasciato per effetto dell’inganno, anche se consumato da terzi. Il termine ragionevole decorre dal momento in cui l’amministrazione viene concretamente a conoscenza dei profili di illegittimità dell’atto, e l’onere motivazionale è soddisfatto attraverso il documentato richiamo alla non veritiera prospettazione, secondo i precedenti richiamati (Cons. Stato sez. IV n. 4374/2018, Sez. III n. 8797 del 2024, Ad. plen. n. 8 del 2017).
Nel caso concreto l’amministrazione ha accertato che la pratica di sanatoria non è agli atti dell’ufficio, che i provvedimenti riportano numeri di protocollo e data fittizi e che non sono mai stati pubblicati all’Albo pretorio. La sanatoria si fonda dunque su una falsa rappresentazione dei fatti, consistente nell’effettivo avvio e conclusione del procedimento.
È irrilevante l’assenza di un giudicato penale per falso e l’asserita imputabilità del fatto al tecnico comunale: la deroga al termine ragionevole non esige che il fatto non sia addebitabile al funzionario pubblico. I provvedimenti penali depositati in appello si limitano a disporre l’archiviazione per abuso d’ufficio, per intervenuta abrogazione della fattispecie, e il non luogo a procedere per corruzione per mancata prova della dazione, senza statuire sulla falsità dei titoli.
Il provvedimento impugnato ha inoltre valutato sia l’interesse pubblico alla tutela del territorio e del paesaggio sia quello privato, escludendo l’aspettativa di un esito favorevole dell’iter fraudolentemente avviato. L’appello è quindi respinto, con compensazione delle spese.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.