Associazione per delinquere e onere della prova della stabilità organizzativa (Cass. pen. n. 36894/2025)
Principi di diritto (Massima)
In tema di associazione per delinquere, la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza richiede la prova di una struttura organizzata stabile, volta alla commissione di una serie indeterminata di reati. Il giudice non può limitarsi a valorizzare genericamente i reati-fine o la documentazione sequestrata, ma deve individuare e descrivere concretamente il “giro” di affari, la stabilità del vincolo associativo e la continuità delle condotte illecite nel tempo, non essendo sufficienti mere conversazioni o elenchi di documenti non analizzati.
Il Fatto
Un consulente presso un centro servizi è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per il reato di associazione a delinquere (art. 416 cod. pen.), in concorso con un organizzatore, un ispettore di pubblica sicurezza e altri soggetti, finalizzata a procurare, a cittadini egiziani non residenti in Paesi UE, permessi di soggiorno in Italia in cambio di denaro, mediante la falsificazione di documentazione relativa alla conoscenza della lingua italiana.
Il Tribunale del riesame di Roma, in accoglimento dell’appello del Pubblico Ministero, ha applicato la misura, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato associativo. Avverso tale ordinanza, il consulente ha proposto ricorso per cassazione, deducendo la mancanza di prova della struttura organizzativa e del suo consapevole contributo, nonché la carenza di motivazione in ordine alle esigenze cautelari.
La Motivazione della Corte
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il primo motivo concernente la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, con assorbimento degli altri motivi. Ha richiamato il principio (Sez. 6, n. 36131/2014; Sez. 2, n. 53000/2016) secondo cui, ai fini della configurabilità del reato associativo, è necessaria la prova di una struttura organizzata stabile, sovraordinata e volta alla commissione di una serie indeterminata di reati, che rappresenta il pericolo per la sicurezza pubblica e giustifica la punibilità rispetto al mero concorso di persone.
La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse generica e inadeguata, limitandosi a richiamare alcune conversazioni intercettate e la documentazione sequestrata senza individuare e descrivere concretamente il “giro” di affari dell’associazione o l’esito delle pratiche di rilascio dei permessi. Le conversazioni riportate, nelle quali i coindagati si sollecitavano pagamenti e permessi, erano inidonee a comprovare la sussistenza di un sistema stabile nel tempo. La contestazione dei reati-fine (tre episodi di false dichiarazioni) non era sufficiente, poiché non era stato accertato il loro collegamento con l’indebito rilascio di permessi di soggiorno, scopo principale dell’associazione. La Corte ha evidenziato che la contestazione del reato associativo non può supplire alla carenza di prova di specifiche condotte illecite, e ha rinviato al Tribunale per un nuovo esame, uniformandosi ai principi illustrati.
Implicazioni Pratiche
- Prova della stabilità organizzativa: In sede di difesa per il reato di associazione per delinquere, l’avvocato deve contestare la genericità della motivazione che si limiti a richiamare i reati-fine o documentazione non analizzata, richiedendo la prova concreta della stabilità del vincolo associativo, della struttura organizzativa e della continuità nel tempo delle condotte illecite.
- Valutazione dei reati-fine: I reati-fine possono costituire prova del reato associativo solo se le modalità di commissione, le relazioni tra i concorrenti e gli strumenti apprestati siano indicativi di una organizzazione stabile; la difesa deve eccepire la loro inidoneità quando si tratti di episodi isolati o non collegati a un disegno criminoso unitario.
- Contestazione della misura cautelare: In sede di riesame o di ricorso per cassazione, la difesa deve eccepire la carenza di motivazione in punto di gravi indizi quando la contestazione del reato associativo si fondi su elementi generici, e deve sollecitare il giudice a verificare la sussistenza dei requisiti di stabilità e indeterminatezza del programma criminoso, per ottenere l’annullamento della misura cautelare.
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