Riforma dell’assoluzione: il giudice deve motivare anche sul dolo (Cass. pen. n. 8201/2026)
Se l’assoluzione dipende da una scriminante, il giudice d’appello che la esclude deve verificare anche l’elemento soggettivo del reato.
Se l’assoluzione dipende da una scriminante, il giudice d’appello che la esclude deve verificare anche l’elemento soggettivo del reato.
L’impugnazione per soli interessi civili proposta dopo il 31 ottobre 2022 deve essere rinviata al giudice civile, che decide utilizzando le prove penali.
La Corte dubita che l’adozione in casi particolari sia ancora strumento adeguato a tutelare il minore nato da gestazione per altri.
Il sovraindebitamento non esclude l’art. 570-bis c.p. se non dimostra l’assoluta impossibilità di adempiere all’obbligo di mantenimento.
L’ordinanza che dichiara l’esito negativo della messa alla prova è impugnabile per violazione di legge; il ricorso deve essere specifico e non limitarsi a contestare la valutazione di merito.
L’associazione sportiva può rispondere ex art. 2049 c.c. degli illeciti dell’atleta tesserato anche senza rapporto di lavoro oneroso.
La nullità della perizia per esclusione del difensore riguarda solo l’imputato leso; il giudice del rinvio deve valutare autonomamente le prove, senza subire le assoluzioni di coimputati.
L’indagato estraneo alla titolarità del bene sequestrato deve allegare uno specifico interesse concreto e attuale alla rimozione del vincolo.
Il credito del detenuto per trattamento disumano è compensabile con il debito per la pena pecuniaria, essendo entrambi crediti certi, liquidi ed esigibili.
L’assenza ingiustificata al controllo domiciliare può dimostrare l’inadeguatezza della misura e giustificarne l’aggravamento con la custodia in carcere.
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