Esercizio arbitrario delle proprie ragioni e buona fede putativa del preteso diritto (Cass. pen. Sez. II n. 27511 del 25.07.2025)
Nel delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni la buona fede, anche putativa, costituisce presupposto necessario: il giudice di merito deve accertare se la condotta minatoria si fondi o meno sulla coscienza dell’ingiustizia della pretesa, non potendo la responsabilità per estorsione reggersi su un mero parametro di verosimiglianza.