Controlli interni degli enti locali e obbligo di misure correttive (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 66 del 13.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, nell’ambito del controllo di legittimità e regolarità delle gestioni, verificano annualmente il funzionamento del sistema integrato dei controlli interni degli enti locali ai sensi dell’art. 148 del TUEL. Ove rilevino, allo stato degli atti, criticità nel funzionamento di tale sistema, accertano le stesse e invitano l’Ente ad adottare idonee misure correttive secondo le raccomandazioni espresse in motivazione. Resta impregiudicata ogni ulteriore valutazione sulla gestione finanziaria dell’Ente. La mera estrazione casuale semplice degli atti da sottoporre a controllo non costituisce tecnica di campionamento sufficientemente efficace, dovendosi preferire criteri statistici volti a intercettare le aree a maggior rischio.
Il Fatto
Il Comune ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo i referti sul funzionamento del sistema dei controlli interni per gli esercizi 2022 e 2023, redatti sulla base delle linee guida della Sezione delle Autonomie. Entrambi i questionari recano la firma del Commissario straordinario, essendo l’Ente stato sciolto per le dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri comunali. La Sezione ha esaminato congiuntamente i due referti, al fine di un più tempestivo allineamento.
L’istruttoria ha fatto emergere una serie di criticità relative alle diverse tipologie di controllo interno. Il Magistrato istruttore ha chiesto il deferimento della questione all’esame collegiale, e il Presidente ha disposto con ordinanza la trattazione in Camera di consiglio.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dalla ricostruzione del sistema dei controlli interni delineato dall’art. 148 del TUEL, come riformulato dal d.l. n. 174/2012, convertito dalla legge n. 213/2012. Il sistema si articola nelle tipologie del controllo di regolarità amministrativa e contabile, del controllo di gestione, del controllo strategico, del controllo sugli equilibri finanziari, del controllo sugli organismi partecipati e del controllo sulla qualità dei servizi. Esso costituisce un presidio fondamentale per il buon andamento dell’amministrazione, funzionale a valutare l’andamento delle gestioni e ad adottare le opportune misure correttive.
Sul controllo di regolarità amministrativa e contabile, la Corte rileva che l’Ente ha utilizzato come tecnica di campionamento la sola estrazione casuale semplice. Tale tecnica, secondo la Sezione, non è sufficientemente efficace: sarebbe utile affiancare criteri quantitativi, legati all’impatto potenziale sul bilancio, e qualitativi, connessi alla natura dell’atto. Si evidenzia inoltre che gli esiti del controllo preventivo non hanno orientato l’individuazione dei settori da sottoporre a controllo successivo e che non sono stati effettuati controlli, ispezioni o indagini mirati su specifici uffici e servizi.
Quanto al controllo di gestione, l’Ente ha dichiarato che i report periodici, per il 2023, non sono tempestivi e aggiornati, e che il sistema di misurazione della performance non ha monitorato i risultati del lavoro agile attraverso specifici indicatori. Sul controllo strategico, la Corte rileva l’assenza di deliberazioni di verifica dello stato di attuazione dei programmi, la mancata programmazione di percorsi formativi per il personale preposto al PIAO e l’impossibilità di effettuare la rotazione degli incarichi dirigenziali per assenza di personale.
In materia di controllo sugli organismi partecipati, emerge la mancata conciliazione dei rapporti creditori e debitori tra l’Ente e la società partecipata per il 2022. Sul controllo sulla qualità dei servizi, l’Ente non ha adottato la Carta dei servizi, ha analizzato la qualità solo su alcuni servizi e non ha pubblicato i risultati delle indagini sulla soddisfazione degli utenti. Con riferimento all’appendice PNRR, l’Organo politico non ha emanato specifiche direttive agli organi amministrativi e di controllo interno per ottimizzare il ciclo di gestione dei fondi.
All’esito dell’analisi, la Sezione accerta, allo stato degli atti, la presenza delle criticità evidenziate e invita l’Ente ad adottare idonee misure correttive, formulando specifiche raccomandazioni per ciascuna tipologia di controllo. Dispone che l’Ente comunichi le iniziative intraprese ai fini del superamento delle criticità, nei successivi questionari ovvero con apposita relazione.
Nota della Redazione
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