Controllo Corte dei conti su attuazione e rendicontazione del PNRR (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 59 del 06.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio della funzione di controllo sull’attuazione del PNRR ai sensi dell’art. 7, comma 7, del decreto-legge n. 77/2021, riferisce al Parlamento che il conseguimento degli obiettivi europei procede in linea con le scadenze concordate, mentre l’avanzamento della spesa sostenuta continua a evidenziare scostamenti rispetto al cronoprogramma finanziario. Il ciclo di rendicontazione, che si chiude con il rimborso ai soggetti attuatori previo controllo, risulta ancora in una fase iniziale. I tempi medi di verifica sono, allo stato, coerenti con l’esigenza di legalità e regolarità della spesa, ma la semplificazione procedurale introdotta rischia di accumulare i controlli nella fase finale, aumentando le eventualità di rettifiche su spese già rimborsate.
Il Fatto
Le Sezioni riunite in sede di controllo approvano la Relazione semestrale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, redatta ai sensi dell’art. 7, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2021 n. 77, convertito con legge n. 108/2021. Il referto riferisce al Parlamento sull’avanzamento degli obiettivi europei e nazionali, sulla programmazione e sull’attuazione della spesa, sul progresso delle riforme e degli investimenti ferroviari e sul sistema dei presidi antifrode.
La questione centrale attiene all’andamento finanziario del Piano e alla fase conclusiva del ciclo di spesa, ossia la rendicontazione degli oneri sostenuti dagli attuatori. La Corte esamina i dati disponibili a sistema ReGiS per misurare il grado di perfezionamento dell’iter di rimborso.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dal dato dell’avanzamento della spesa. Al 30 settembre 2024 il livello sostenuto supera i 57,7 miliardi, circa il 30 per cento delle risorse del Piano e il 66 per cento di quelle programmate entro il 2024. L’incremento rispetto a fine 2023 è di oltre 12,6 miliardi. Il cronoprogramma ha subito una ulteriore traslazione in avanti: le stime di spesa del 2024 scendono da 43,2 a 42,1 miliardi, con recupero previsto nel 2025 e 2026.
Il cuore dell’analisi è il ciclo di rendicontazione, che si articola nei Rendiconti di Progetto predisposti dagli attuatori, nei Rendiconti di misura consolidati dalle Amministrazioni titolari e nell’erogazione finale gestita dall’Ispettorato generale PNRR. Secondo i dati al 17 luglio 2024, risultano inseriti a sistema 4.775 rendiconti di progetto, riferiti a 101 misure, per un ammontare di circa 2,7 miliardi. La spesa rendicontata costituisce circa il 4 per cento delle risorse associate ai progetti attivati. La Corte rileva che oltre la metà dei rendiconti era ancora da sottoporre a controllo e che poco meno di un quarto aveva concluso l’iter con approvazione finale.
Sul piano dei tempi, la chiusura media dell’iter richiede circa 3 mesi. Le verifiche formali, necessarie sul 100 per cento dei rendiconti, assorbono circa 73 giorni, a fronte dei 19,4 giorni medi dei controlli sostanziali. La Corte individua i fattori causali dei rallentamenti: la numerosità e la scarsa adeguatezza compilativa dei rendiconti, la molteplicità dei codici collegati a una stessa misura, l’eterogeneità dei soggetti attuatori e la carenza di personale negli uffici di controllo.
La Corte segnala poi il rischio connesso alle recenti modifiche normative. L’art. 18-quinquies del decreto-legge n. 113/2024 consente erogazioni entro 30 giorni, fino al 90 per cento delle disponibilità, sulla base delle sole attestazioni dei soggetti attuatori. Tale semplificazione accelera i flussi di cassa, ma posticipa le verifiche sostanziali a un momento successivo al rimborso, con conseguente accumulo dei controlli nella fase finale e maggiore esposizione a rettifiche.
In materia antifrode, le Sezioni riunite rilevano che le aree più esposte al rischio lordo sono la rendicontazione della spesa e il circuito finanziario. Raccomandano l’integrazione in ReGiS dei modelli standard per la registrazione dei controlli sulla spesa e l’adozione di sistemi di indicatori di rischio da parte delle Amministrazioni che non li hanno recepiti.
Nota della Redazione
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