Controllo sulla gestione AMA: perdita d’esercizio e rapporti debitori con il socio (Corte dei Conti Sez. contr. Lazio n. 80 del 11.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo, nell’esercizio della funzione di referto sulla gestione delle società a partecipazione pubblica, valuta la sostenibilità economico-finanziaria del gestore del servizio integrato dei rifiuti in coerenza con i principi di buon andamento di cui all’art. 97 della Costituzione. Il Piano di risanamento ex art. 14 del d.lgs. n. 175/2016 e il collegato Piano industriale costituiscono il parametro di verifica dell’equilibrio gestionale. Il controllo richiama il socio pubblico alla corretta definizione dei contratti di servizio, al pieno esercizio del controllo analogo e alla integrale circolarizzazione dei rapporti di credito e debito, le cui persistenti difformità sono sintomatiche di un assetto contabile disallineato. Resta fermo l’obbligo del gestore di comunicare alla Corte, entro sei mesi, le misure conseguenzialmente adottate.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Lazio, ha esaminato la gestione della società che, a totale capitale pubblico, assicura a Roma Capitale i servizi di igiene urbana, raccolta e smaltimento dei rifiuti e gestione cimiteriale, per l’esercizio 2023. L’attività istruttoria, avviata nel 2024 con richieste di chiarimenti alla società e al socio, si è innestata sui rilievi della precedente deliberazione n. 22/2021/PRSP, che aveva già segnalato la necessità di approvare i bilanci arretrati e di verificare i rapporti reciproci di debito e credito.
Il carattere non esaustivo delle risposte ha indotto il deferimento dell’affare al Collegio e la convocazione in adunanza pubblica dei rappresentanti della società, di Roma Capitale e del Collegio dei revisori. La Sezione ha esaminato i rilievi sulle relazioni bilancio-socio, sulla pianificazione del ciclo dei rifiuti, sulle politiche del personale, sulle fonti di finanziamento degli investimenti e sullo svolgimento dei servizi.
La Motivazione della Corte
L’esercizio 2023 si chiude con una perdita d’esercizio di rilevante entità, coperta mediante utilizzo di utili portati a nuovo e di altre riserve, queste ultime alimentate dalla rinuncia di Roma Capitale al credito deliberata nel Piano di risanamento. La Corte riconduce il risultato alla dinamica dei corrispettivi del contratto di igiene urbana — parametrati ai costi di due esercizi antecedenti — e all’incremento dei costi per servizi e per il personale, con effetti non previsti in budget per il contratto di espansione.
La Sezione valorizza il mantenimento della continuità aziendale: dagli indici di allerta non emergono segnali di crisi e il ricorso al contratto di espansione ex art. 41 del d.lgs. n. 148/2015 ha avviato il ricambio generazionale del personale. Su tale misura, tuttavia, si rileva che l’autorizzazione di Roma Capitale è stata soltanto implicita e che l’onere sostenuto nell’esercizio ha superato le previsioni, con un impatto diretto sul risultato.
Sul fronte impiantistico, la Corte accerta un ricorso strutturale all’outsourcing: la capacità di selezione propria copre solo una frazione dei rifiuti da trattare, mentre la restante parte è conferita a operatori esterni, anche esteri e transfrontalieri, in conseguenza dell’indisponibilità degli impianti dopo gli incendi del 2022 e del 2023. Gli investimenti finanziati con fondi ex legge n. 91/2022 vedono la società nel ruolo di soggetto realizzatore, con la proprietà degli impianti in capo a Roma Capitale; l’intervento per le terre di spazzamento risulta sospeso per la necessità di individuare una diversa localizzazione.
La Corte censura inoltre la persistente criticità della circolarizzazione dei debiti e crediti tra socio e partecipata, avviata nel 2020 e non conclusa, nonché la protratta successione di proroghe tecniche dei contratti di servizio, ritenute sintomatiche di un difetto di pianificazione. Da qui la disposizione che la società e Roma Capitale comunichino, entro sei mesi, le misure conseguenzialmente adottate.
Nota della Redazione
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