Controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino dell’Appennino meridionale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 106 del 21.08.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici non economici sottoposti alla legge n. 259 del 1958 si conclude con una relazione al Parlamento che accerta le risultanze del rendiconto e la loro conformità ai principi contabili. La circostanza che l’ente operi in regime di contabilità speciale oltre il termine di avvio della riforma non ne esclude l’assoggettamento al regime proprio degli enti pubblici non economici, con i correlati obblighi di bilancio e di rendicontazione. La mancata acquisizione dell’autonomia finanziario-contabile e la persistente vacanza degli organi di controllo integrano anomalie rilevanti, idonee a incidere sulla regolarità del ciclo di programmazione e gestione. Il ritardo nelle fasi di impegno e pagamento dei progetti finanziati è oggetto di specifico rilievo, con invito all’ente al rispetto delle tempistiche. Il disavanzo di parte corrente va verificato e corretto dall’ente, assicurando la copertura delle uscite correnti con le entrate correnti di previsione.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale per l’esercizio 2023. L’ente, qualificato come ente pubblico non economico, opera sotto la vigilanza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ed è sottoposto al controllo in forza della determinazione n. 129 del 18 dicembre 2018 e del successivo d.p.c.m. n. 4361 del 17 dicembre 2019.

Il rendiconto 2023 è il secondo predisposto dall’Autorità dopo il lungo periodo di gestione in regime di contabilità speciale, protrattosi fino al 31 dicembre 2021. Il documento è stato adottato dalla Conferenza istituzionale permanente e approvato dai Ministeri vigilanti. La questione sottoposta all’esame della Sezione riguarda la regolarità della gestione, l’equilibrio dei saldi finanziari ed economico-patrimoniali e lo stato di attuazione dei progetti in corso.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro normativo di riferimento, segnato da sovrapposizioni e carenze attuative. Il processo di costituzione delle Autorità di bacino distrettuali, avviato dall’art. 63 del d.lgs. n. 152 del 2006, ha conosciuto un anomalo prolungamento dei tempi: solo il d.m. n. 294 del 2016 ha dato avvio alla riforma, e i regolamenti di amministrazione e contabilità sono stati approvati nel 2021. Da qui la rilevata anomalia della gestione in regime di contabilità speciale protratta oltre il termine, trattandosi di ente soggetto alla legge n. 70 del 1975 e alle regole contabili del d.p.r. n. 97 del 2003.

Il rendiconto 2023 espone un disavanzo finanziario di 7.457.092 euro, riconducibile al saldo negativo della gestione in conto capitale, che inverte il risultato positivo del 2022, e al peggioramento dell’avanzo corrente. L’avanzo di amministrazione si attesta a 24.819.887 euro; la quota vincolata ammonta a 20.803.574 euro e quella disponibile a 4.016.313 euro. La Sezione ribadisce la necessità che l’avanzo non vincolato sia oggetto di specifica destinazione nel successivo esercizio.

Il risultato economico d’esercizio è positivo per 188.984 euro, cui corrisponde un incremento del patrimonio netto di pari importo. Il Collegio dei revisori dei conti si è espresso favorevolmente, attestando tempi medi di pagamento pari a -13 giorni, entro i limiti del d.lgs. n. 231 del 2002, e il rispetto dei vincoli di contenimento della spesa per acquisto di beni e servizi.

La Sezione segnala quindi profili di criticità organizzativa. Rileva la palese anomalia tra la dotazione organica di 259 unità e le 153 presenze effettive al 31 dicembre 2023. Quanto al Collegio dei revisori, scaduto a fine 2024, ne rileva il mancato rinnovo fino al luglio 2025, con superamento del periodo di prorogatio di 45 giorni previsto dall’art. 3, comma 1, del d.l. n. 293 del 1994, e raccomanda il rispetto delle tempistiche di rinnovo. Analoga sollecitazione concerne la formalizzazione del decreto di costituzione dell’Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici.

Sul versante dell’attività negoziale, emerge il ricorso prevalente agli affidamenti diretti, per la quasi totalità effettuati extra MePA. La Sezione richiama l’art. 1, comma 450, della legge n. 296 del 2006 e il principio di rotazione di cui all’art. 49 del d.lgs. n. 36 del 2023. Infine, rileva il ritardo nelle fasi di impegno e pagamento dei progetti finanziati e invita l’ente al rispetto delle tempistiche, ravvisando l’opportunità di maggiori informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti e sulle risorse assegnate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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