Controllo sulla gestione finanziaria Enpab: equilibrio e rendimenti degli investimenti mobiliari (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 72 del 11.06.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati di cui al d.lgs. n. 509 del 1994 e al d.lgs. n. 103 del 1996 non si esaurisce nella verifica della regolarità contabile, ma investe l’andamento complessivo della gestione. L’equilibrio economico-finanziario dell’Ente va assicurato in modo costante e verificato con il bilancio tecnico attuariale, che ne costituisce il parametro di riferimento. Ove i rendimenti degli investimenti mobiliari superino l’onere della capitalizzazione minima garantita, la ridistribuzione a favore dei montanti contributivi individuali resta subordinata a una valutazione preventiva di sostenibilità attestata da un attuario e all’approvazione ministeriale. Nella gestione del patrimonio previdenziale la Corte raccomanda la massima prudenza, con esclusione di scelte rischiose ancorché teoricamente più redditizie, e il contenimento del ricorso a consulenze esterne in favore delle risorse interne.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza a favore dei biologi (Enpab) per l’esercizio 2023. Il conto consuntivo è stato deliberato dal Consiglio di amministrazione il 4 aprile 2024 e approvato dal Consiglio di indirizzo generale il 30 aprile 2024, con le relazioni del Presidente e del Collegio sindacale e la certificazione della società di revisione.

L’Ente, soggetto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze, è sottoposto al controllo della Corte per il combinato disposto degli artt. 3, comma 4, del d.lgs. n. 509 del 1994 e 6, comma 7, del d.lgs. n. 103 del 1996. Il referto esamina l’ordinamento contabile, la gestione previdenziale e assistenziale, il consuntivo e la situazione degli investimenti, connotata da un risultato finanziario tornato ampiamente positivo.

La Motivazione della Corte

La Corte muove dal quadro ordinamentale dell’Ente e dalle funzioni di tutela previdenziale svolte in favore degli iscritti all’Ordine dei biologi che esercitano attività libero professionale. Ricorda che, in assenza di finanziamenti pubblici, la garanzia di continuità dell’attività previdenziale è assicurata dal mantenimento del bilancio in equilibrio economico-finanziario, verificato su base biennale attraverso il riscontro con le risultanze del bilancio tecnico attuariale, predisposto con periodicità almeno triennale ai sensi dell’art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 509 del 1994.

Sul piano contabile il risultato dell’esercizio è positivo per 23,68 milioni, in netta inversione rispetto alla perdita dell’anno precedente, per effetto del saldo della gestione finanziaria pari a 37,47 milioni. La Corte rileva però che la gestione caratteristica chiude in negativo per 10,29 milioni, per il maggior peso degli accantonamenti rispetto ai proventi contributivi. Il recupero dipende, dunque, dall’andamento dei mercati e non dalla dinamica contributiva: da qui la raccomandazione di massima prudenza nella scelta e nella gestione degli strumenti finanziari mobiliari, in linea con le finalità istituzionali dell’Ente.

La Sezione esamina poi la disciplina della ridistribuzione dei rendimenti. Il Regolamento di disciplina delle funzioni di previdenza (art. 14, comma 4) consente al Consiglio di amministrazione di proporre al Consiglio di indirizzo generale, in sede di approvazione del bilancio consuntivo, una ridistribuzione anche parziale dei rendimenti superiori all’onere della capitalizzazione minima garantita, con miglioramento del tasso annuo di capitalizzazione, ferma la necessaria valutazione preventiva di sostenibilità attestata da un attuario. Le deliberazioni di determinazione del maggior tasso restano sottoposte all’approvazione ministeriale.

Quanto alla gestione previdenziale e assistenziale, la Corte dà atto dell’incremento degli iscritti, dell’aumento delle prestazioni pensionistiche e del saldo della gestione maternità divenuto negativo, con riduzione del relativo rapporto di copertura. Sul personale rileva il costo unitario medio cresciuto a quasi 99 mila euro; sulle consulenze esterne, in diminuzione, sollecita il ricorso prioritario alle risorse interne e, ove necessario, a procedure trasparenti. In materia di crediti verso iscritti raccomanda un’attenta vigilanza delle poste e degli accantonamenti.

Il raffronto tra i dati di consuntivo e quelli attuariali del bilancio tecnico evidenzia saldi positivi, dovuti a maggiori entrate contributive e minori spese per pensioni. Su queste basi la Corte riferisce alle Presidenze delle due Camere, comunicando il conto consuntivo unitamente alla relazione, quale parte integrante della determinazione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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