Controllo bilanci enti SSR tra regolarità contabile e misure correttive (Corte dei Conti Sez. contr. Sicilia n. 173 del 11.06.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale integra un sindacato di legalità e regolarità, da intendersi come verifica della conformità delle complessive gestioni alle regole contabili e finanziarie, e non si esaurisce nella constatazione statica delle poste di bilancio, ma si proietta in chiave dinamica verso l’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. L’accertamento, da parte delle Sezioni regionali di controllo, delle carenze di maggiore gravità individuate dall’art. 1, comma 7, del d.l. n. 174/2012 fa sorgere in capo all’ente controllato l’obbligo di adottare i provvedimenti di modificazione del bilancio o del rendiconto necessari per la rimozione delle irregolarità e il ripristino degli equilibri. L’inosservanza di tale obbligo, per mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per loro inadeguatezza, preclude l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria. Ne deriva che le pronunce di accertamento della Corte producono effetti cogenti e, in caso di inosservanza, inibitori pro parte dell’efficacia dei bilanci approvati dall’ente.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana ha esaminato le relazioni-questionario che il collegio sindacale dell’IRCCS Centro Neurolesi di Messina ha redatto sui bilanci di esercizio 2020, 2021 e 2022, in attuazione dell’art. 1, comma 170, della legge n. 266/2005 e dell’art. 1, comma 3, del d.l. n. 174/2012. L’istruttoria, avviata nel luglio 2024 con richiesta di dettagliata relazione, è proseguita con l’acquisizione delle controdeduzioni dell’Istituto e con l’adunanza in contraddittorio fissata al 15 maggio 2025. La Sezione era chiamata a valutare la regolarità della gestione finanziaria e contabile dell’ente e la qualità dei servizi erogati, con specifico riguardo alle ricadute delle recenti riforme e ai parametri minimi di erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dalla ricostruzione della base giuridica del controllo. Richiamata la sentenza della Corte cost. n. 39/2014, il collegio qualifica il sindacato sui bilanci degli enti sanitari come verifica della conformità delle complessive gestioni alle regole contabili e finanziarie, con finalità correttiva e non meramente ricognitiva. Su questa premessa si innesta l’esame del triennio, condotto attraverso le risposte ai questionari predisposti dalla Sezione delle autonomie e i documenti allegati.
Quanto ai tempi di approvazione, la Sezione accerta la tardiva adozione dei bilanci di tutte e tre le annualità. L’Istituto ha documentato che il ritardo deriva, per lo più, dalla mancata o tardiva predisposizione delle direttive regionali di chiusura e dai successivi aggiornamenti delle stesse, circostanza che ha imposto la riadozione delle risultanze di bilancio senza margine di discrezionalità.
La Corte rileva poi un significativo incremento dei crediti verso la Regione nel 2022 rispetto al 2021, riconducibile ai minori trasferimenti erogati per cassa dall’Assessorato e all’assegnazione di ulteriori contributi regionali diversi dal Fondo sanitario regionale. Analogo incremento riguarda i crediti verso aziende sanitarie pubbliche, riferiti in prevalenza a sedi spoke e al costo del personale impegnato sui mezzi del 118. Sul versante passivo, i debiti verso fornitori crescono per effetto della ripresa degli acquisti dopo la fase emergenziale, mentre l’indicatore di tempestività dei pagamenti mostra un netto miglioramento nel triennio.
Sotto il profilo della spesa, la Sezione accerta l’incremento della spesa farmaceutica ospedaliera e della distribuzione diretta, legato all’acquisto di farmaci di seconda linea e all’aumento dei ricoveri, nonché la mancata attivazione, per l’intero triennio, di misure di controllo dell’appropriatezza prescrittiva in ambito ospedaliero. Rileva inoltre l’assenza di interventi di edilizia sanitaria nelle prime due annualità e il marcato incremento dei tempi medi di attesa, cresciuti in modo preoccupante dal 2020 al 2021 e ulteriormente nell’ultima annualità.
Il collegio esamina quindi l’attuazione del P.N.R.R., il rispetto del P.I.A.O., le procedure di reclutamento, la parità di genere, la rotazione degli incarichi, la formazione e la trasparenza. Su quest’ultimo fronte accerta che nella sezione dedicata al PIAO non sono fornite informazioni sulle iniziative di contrasto alla corruzione, sul whistleblowing e sulla formazione del personale sanitario distinto per profili professionali. In esito all’istruttoria la Corte accerta la sostanziale corretta compilazione dei questionari, formula i rilievi indicati e invita l’Istituto a proseguire nell’attività di riduzione delle liste di attesa e nella programmazione di misure volte a migliorare gli indicatori di erogazione dei servizi, disponendo la trasmissione della deliberazione ai soggetti istituzionali e la sua pubblicazione nella sezione Amministrazione trasparente.
Nota della Redazione
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