Sostenibilità della gestione previdenziale e vigilanza sugli investimenti della Cassa professionale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 84 del 20.06.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sugli enti previdenziali privatizzati, ai sensi dell’art. 3, quinto comma, d.lgs. n. 509 del 1994, non si esaurisce nella verifica della regolarità contabile, ma si estende alla valutazione della sostenibilità di lungo periodo dello schema previdenziale. La gestione economico-finanziaria deve assicurare l’equilibrio di bilancio mediante provvedimenti coerenti con le risultanze del bilancio tecnico, redatto con periodicità almeno triennale. Il patrimonio dell’ente costituisce riserva a presidio degli interessi degli iscritti: gli investimenti devono quindi rispettare la natura peculiare del risparmio previdenziale, che mal si presta a impieghi ad alto rischio. L’inerzia nel recupero della morosità contributiva e la persistenza di gestioni patrimoniali ad elevata aleatorietà integrano fattori di vulnerabilità che la Corte segnala alle Camere.
Il Fatto
La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria della Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali per l’esercizio 2023, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958. L’ente, trasformato in associazione di diritto privato dal d.lgs. n. 509 del 1994, è sottoposto al controllo della Corte in virtù del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1964.
Il conto consuntivo 2023, corredato delle relazioni del Presidente e del Collegio dei sindaci, è stato trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. La Corte riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo, esponendo gli esiti e le raccomandazioni.
La Motivazione della Corte
La gestione previdenziale chiude con un saldo positivo di 43,6 milioni di euro, in decremento del 13,98 per cento rispetto all’esercizio precedente. Le entrate contributive ordinarie crescono del 2,18 per cento, ma le prestazioni istituzionali aumentano del 5,39 per cento. Il coefficiente di copertura della spesa pensionistica scende da 1,33 a 1,22.
Il rapporto tra iscritti attivi e pensionati si contrae a 2 unità per pensionato e le proiezioni attuariali ne prevedono l’ulteriore riduzione nel tempo. La Corte richiama l’attenzione sulla debenza contributiva: i crediti verso gli iscritti ammontano a 634,4 milioni, al lordo di un fondo di svalutazione di 238,7 milioni. Nonostante il provvedimento straordinario di incentivazione alla regolarità contributiva, la raccomandazione a potenziare le attività di recupero viene rinnovata.
Sul patrimonio, la Corte rileva che la consistenza mobiliare, pari a 2.240,98 milioni, si incrementa del 3,7 per cento, con rendimento lordo dell’8 per cento. Permangono tuttavia esposizioni problematiche, tra cui il Fondo Scoiattolo, svalutato complessivamente per 235,4 milioni a fronte di conferimenti iniziali di 539,5 milioni. La Corte raccomanda al Collegio sindacale un’attenta vigilanza sulla gestione dei fondi e all’ente di limitare le operazioni in contratti derivati.
Il bilancio tecnico evidenzia previsioni di saldi previdenziali negativi per ciascun anno dal 2033 al 2062; il saldo generale resterebbe negativo dal 2039 al 2060 anche includendo il rendimento del patrimonio. La Corte sottolinea pertanto la necessità di rafforzare la revisione del regime contributivo e delle prestazioni per assicurare la sostenibilità finanziaria di lungo periodo.
Nota della Redazione
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