Controllo della Corte dei conti sull’indagine in materia di ciclo dei rifiuti (Corte dei Conti Sez. contr. Sicilia n. 154 del 17.06.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti può avviare, in corso d’anno, indagini aggiuntive rispetto alla programmazione approvata, ove ricorrano contesti meritevoli di specifica attenzione. La funzione di controllo sulla gestione delle amministrazioni regionali si estende alla verifica delle azioni di tutela dell’ambiente e di manutenzione e valorizzazione del territorio. Il ritardo nell’elaborazione e nell’approvazione del Piano regionale per la gestione dei rifiuti costituisce oggetto legittimo di indagine. L’avvio dell’indagine non presuppone un accertamento di responsabilità, ma risponde alla funzione collaborativa del controllo.
Il Fatto
La Sezione di controllo per la Regione siciliana ha esaminato la corrispondenza informativa pervenuta sull’emergenza-rifiuti nel territorio regionale. Tale corrispondenza rinviene precedenti analoghi, ricorrenti e risalenti a data remota.
Con deliberazione n. 51/2024/INPR la Sezione aveva approvato la programmazione dell’attività di controllo per il 2024. Al punto E.3. la Sezione si era riservata di avviare eventuali controlli sulla gestione, aggiuntivi alla programmazione, da deliberare in corso d’anno. Tra i contesti meritevoli di particolare attenzione la deliberazione aveva indicato la gestione dei rifiuti, l’economia circolare e le azioni di tutela dell’ambiente e di valorizzazione del territorio.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dalla riserva contenuta nella propria programmazione annuale. Il punto E.3. della deliberazione n. 51/2024/INPR abilita espressamente l’avvio di controlli aggiuntivi in corso d’anno, in contesti ritenuti meritevoli di specifica attenzione. Tra questi figura la gestione dei rifiuti, l’economia circolare e, più in generale, le azioni a tutela dell’ambiente, con riferimento anche agli enti-parco e alla gestione delle aree e riserve naturali protette.
La Sezione esamina quindi la corrispondenza informativa pervenuta. Da essa emerge una situazione di criticità che non costituisce un episodio isolato: i precedenti sono analoghi, ricorrenti e risalenti a data remota. Il quadro informativo giustifica l’attivazione del controllo sulla gestione.
Il thema dell’indagine viene individuato con specifico riferimento al ritardo nella elaborazione e nella approvazione del Piano regionale per la gestione dei rifiuti (PRGR). La Sezione non si pronuncia su responsabilità, né adotta misure sanzionatorie: delibera l’avvio dell’indagine, coerentemente con la funzione collaborativa del controllo.
Il fondamento normativo è individuato negli artt. 81, 97, primo comma, 28 e 119, ultimo comma, della Costituzione, nell’art. 100, secondo comma, della Costituzione, nonché nella disciplina del controllo sulla gestione. La Sezione richiama il R.D. n. 1214/1934, la legge n. 20/1994, l’art. 2 del d.lgs. n. 655/1948 nel testo sostituito dal d.lgs. n. 200/1999 e il d.lgs. n. 267/2000. Richiama altresì l’art. 7, comma 7, della legge n. 131/2003 e l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266/2005. Il comma 610 della medesima legge n. 266/2005 ne condiziona l’applicabilità nelle regioni a Statuto speciale alla compatibilità con i rispettivi statuti.
La Sezione dispone la trasmissione della pronuncia al Ministero dell’Ambiente, al Presidente della Regione, all’Assemblea Regionale Siciliana, all’Assessore dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, al Direttore generale del Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti e al Collegio dei revisori della Regione siciliana.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.