Interessi passivi su bonifico e saldo disponibile: irrilevante la non contabilizzazione (ABF Collegio di Bologna n. 3032 del 08.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel contratto di conto corrente, il saldo disponibile è l’importo effettivamente spendibile e tiene conto delle operazioni già registrate ma non ancora contabilizzate. Se il cliente dispone un bonifico di importo superiore alle somme effettivamente accreditate, perché i proventi di una vendita titoli non sono ancora divenuti esigibili, l’addebito di interessi passivi da sconfinamento è legittimo. L’intermediario non è tenuto a segnalare al cliente l’assenza di copertura quando questi, da una verifica dell’estratto conto, avrebbe potuto avvedersi della mancata contabilizzazione. L’onere di controllo del saldo e delle valute grava sul correntista.

Il Fatto

Il ricorrente, dopo aver venduto titoli, disponeva un bonifico di importo rilevante presso la filiale dell’intermediario, contando sui proventi della vendita. In fase di chiusura del rapporto scopriva che l’operazione aveva generato un addebito di interessi passivi per € 432,15, poiché al momento dell’ordine le somme della vendita non erano ancora disponibili. Lamentava di non essere stato informato dall’operatore e chiedeva la condanna della banca al rimborso.

L’intermediario eccepiva che il bonifico era stato eseguito perché il saldo disponibile del conto copriva l’importo, che le condizioni contrattuali subordinano l’esecuzione del pagamento alla presenza di fondi disponibili sufficienti e che gli interessi erano stati calcolati correttamente, addebitandoli in chiusura del rapporto. Rilevava inoltre che la verifica del saldo rientrava nella responsabilità del cliente.

La motivazione del Collegio

Il Collegio ha ricostruito la distinzione tra saldo contabile e saldo disponibile. Il primo è la somma algebrica di tutte le operazioni registrate fino a una certa data e rappresenta la situazione amministrativa del conto. Il secondo è l’importo effettivamente spendibile in quel momento, al netto delle operazioni in sospeso. La banca aveva quindi eseguito il bonifico sulla base del saldo disponibile, sufficiente a coprire l’importo.

La questione centrale riguardava la mancata contabilizzazione dei proventi della vendita titoli. Il Collegio ha osservato che la somma oggetto del bonifico, derivante in larga misura dalla vendita effettuata il giorno precedente, non era ancora stata accreditata al momento dell’ordine. L’estratto conto prodotto dall’intermediario confermava che la valuta, cioè l’effettivo accredito, era intervenuta nei giorni successivi all’esecuzione del bonifico.

Da qui la conclusione: il ricorrente, con una semplice verifica del proprio estratto conto, avrebbe dovuto rendersi conto che la somma di cui intendeva disporre non era ancora contabilizzata come accreditata e quindi non disponibile per successivi impieghi. Il Collegio non ha ritenuto configurabile alcun obbligo informativo dell’operatore di filiale, poiché l’onere di controllo del saldo e delle valute grava sul correntista.

Il ricorso è stato pertanto rigettato, con conferma della legittimità dell’addebito degli interessi passivi da sconfinamento.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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