Maggiorazioni per lavoro domenicale e incidenza sugli istituti indiretti (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 17159 del 25.06.2025)

Principi di diritto (Massima)
In tema di retribuzione, l’interpretazione della disciplina collettiva che riferisca il carattere continuativo della prestazione al solo riposo per la settimana corta e non al lavoro domenicale non è idonea ad aggredire la ratio decidendi del giudice di merito quando questi, in ogni caso, abbia accertato in fatto la continuità della prestazione domenicale. Non si forma giudicato interno sul punto se il controricorrente è risultato vittorioso sulla specifica domanda, non gravando su di lui alcun onere di impugnazione incidentale. La prescrizione dei crediti di lavoro non prescritti al momento di entrata in vigore della legge n. 92 del 2012 decorre dalla cessazione del rapporto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2948, n. 4, e 2935 cod. civ.

Il Fatto

Il lavoratore aveva convenuto in giudizio la società datrice di lavoro per ottenere l’accertamento del diritto all’incidenza delle maggiorazioni per il lavoro domenicale nella retribuzione utile al calcolo degli emolumenti indiretti. Il Tribunale aveva accolto la domanda, quantificando la somma dovuta in base alla consulenza tecnica d’ufficio, e aveva respinto l’ulteriore pretesa relativa al lavoro prestato in alcune giornate festive.

La Corte d’Appello, rivedendo in parte il percorso argomentativo del primo giudice, aveva confermato la decisione. La società ha proposto ricorso per cassazione affidato a quattro motivi; il lavoratore ha resistito con controricorso ed entrambe le parti hanno depositato memorie.

La Motivazione della Corte

I primi due motivi, esaminati congiuntamente, investono l’interpretazione della disciplina collettiva e l’asserita violazione del giudicato interno. La Corte rileva che l’interpretazione propugnata dalla società è in linea con la giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 32260 del 2023), ma non si confronta con la ratio decidendi del giudice di secondo grado: quest’ultimo, sulla base dell’accertamento del Tribunale, ha ritenuto che la continuità fosse comunque dimostrata in fatto. Una statuizione in senso contrario resta quindi priva di rilievo.

Quanto al dedotto giudicato interno, esso va escluso: nessun onere di impugnazione incidentale gravava sul lavoratore, risultato vittorioso sulla specifica domanda relativa all’incidenza delle maggiorazioni. Egli era stato riconosciuto meritevole del riconoscimento già in primo grado, sia pure in base a una sola delle due ragioni prospettate in via alternativa.

Il terzo motivo è inammissibile. La Corte ribadisce che non è consentita la mescolanza e la sovrapposizione di mezzi di impugnazione eterogenei, riferiti alle diverse ipotesi dell’art. 360, comma 1, n. 3 e n. 5, cod. proc. civ. (Cass. n. 3397 del 2024). Le censure mirano, nella sostanza, a una rivalutazione in fatto preclusa in sede di legittimità. Dopo la riformulazione del d.l. n. 83 del 2012, convertito dalla l. n. 143 del 2012, il controllo è circoscritto alla verifica del contenuto minimo costituzionale della motivazione richiesto dall’art. 111, comma 6, Cost., individuato in negativo dalla giurisprudenza (Cass. n. 13428 del 2020; Cass. n. 23940 del 2017). L’omesso esame deve riguardare un fatto storico, non questioni o argomentazioni (Cass. n. 2268 del 2022). La doglianza sull’art. 2697 cod. civ. è configurabile solo se il giudice ha attribuito l’onere della prova a parte diversa da quella gravata (Sez. III n. 15107 del 2013).

Il quarto motivo è infondato. La statuizione territoriale è conforme alla giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 18008 del 2024): il rapporto a tempo indeterminato, come modulato dalla legge n. 92 del 2012 e dal d.lgs. n. 23 del 2015, non è assistito da un regime di stabilità. Per i diritti non prescritti all’entrata in vigore della legge citata, il termine di prescrizione decorre dalla cessazione del rapporto.

Il ricorso è respinto; le spese seguono la soccombenza e la Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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