Programmazione dei controlli della Sezione regionale per il 2025 (Corte dei Conti Sez. contr. Friuli-Venezia Giulia n. 4 del 31.01.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il programma annuale delle attività di controllo della Sezione regionale della Corte dei conti costituisce adempimento imprescindibile per l’esercizio delle funzioni di controllo assegnate alla Magistratura contabile, ai sensi dell’art. 33 del d.P.R. 902 del 1975, come novellato dal d.lgs. 125 del 2003. Esso assolve a una funzione di trasparenza nei confronti della comunità amministrata e delle amministrazioni controllate, che acquisiscono preventiva conoscenza degli oggetti dell’attività istruttoria. La sua definizione si colloca nell’alveo della programmazione delle Sezioni riunite e della Sezione Autonomie, di cui costituisce strumento attuativo. Il programma è, altresì, sede naturale delle segnalazioni provenienti dagli organi rappresentativi della comunità, volte a evidenziare settori meritevoli di controllo. La Sezione esercita il controllo sulla gestione nell’ambito dei programmi annuali dalla stessa deliberati, anche sulla base delle richieste della Regione, ma ogni segnalazione resta sottoposta alla prudente valutazione della Sezione plenaria, in ordine alla compatibilità con i limiti di competenza e con le risorse disponibili.
Il Fatto
La Sezione di controllo della regione Friuli Venezia Giulia, in composizione plenaria, ha adottato la deliberazione con cui approva il documento di programmazione delle attività di controllo per l’anno 2025. L’atto si inserisce nel quadro della normativa di attuazione dello Statuto speciale regionale, che affida alla Sezione regionale l’esercizio del controllo sulla gestione nei confronti dei soggetti ivi individuati.
Il programma recepisce la programmazione dei controlli e delle analisi approvata dalle Sezioni riunite in sede di controllo e il programma della Sezione Autonomie, definendo gli obiettivi e le priorità dell’attività istruttoria per l’esercizio successivo. La deliberazione dispone la trasmissione al Presidente del Consiglio regionale, al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio delle autonomie locali, oltre alla pubblicazione sui siti istituzionali.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove dalla qualificazione del programma annuale come adempimento imprescindibile per l’esercizio delle funzioni di controllo. La disciplina di attuazione, d.P.R. 902 del 1975 come novellato dal d.lgs. 125 del 2003, si integra con le normative generali in materia di controlli, applicabili in virtù del rinvio dinamico operato dall’art. 58 dello Statuto regionale. Da tale rinvio deriva l’applicazione della legge n. 20 del 1994, del d.l. 174 del 2012 e delle norme sulle partecipazioni societarie.
Sul piano dell’ordine delle priorità, la Sezione individua il controllo in corso di gestione quale strumento naturalmente correlato agli interventi finanziati con fondi PNRR, per la sua attitudine alla correzione tempestiva delle criticità e per modalità istruttorie più immediate. Centrale è la metodologia del dialogo istruttorio, già adottata in passato, volta a coniugare l’efficacia del controllo con il rispetto dello svolgimento della gestione ordinaria degli enti controllati, spesso gravati da carenze di personale. In tale prospettiva il Collegio privilegia il ricorso diretto alle banche dati e il contraddittorio anticipato con l’amministrazione, con verbalizzazione degli incontri anche in videoconferenza.
Il programma ricostruisce le attività ricorrenti e obbligatorie: il ciclo di parifica del rendiconto regionale, con la dichiarazione di affidabilità, la relazione sulle coperture delle leggi di spesa e il rapporto di coordinamento di finanza pubblica; il controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari; il controllo sui piani di razionalizzazione delle partecipazioni. A queste si affiancano i controlli finanziari sugli enti locali e sugli enti del servizio sanitario regionale, improntati alla verifica degli equilibri e della sostenibilità del sistema.
Per gli enti locali, la Sezione declina il controllo nel monitoraggio degli andamenti finanziari e nella prosecuzione di controlli puntuali sugli enti per cui siano già state riscontrate criticità. Quanto al settore sanitario, il controllo finanziario prosegue in modo capillare sulle aziende e sugli IRCCS del territorio. Il Collegio individua, inoltre, le attività non programmabili, dipendenti da eventi esterni o da decisioni degli enti, tra cui il controllo sulle spese elettorali, la certificazione dei contratti collettivi e l’attività consultiva. Il programma delinea infine gli obiettivi di monitoraggio e i controlli di gestione da avviare nel 2025.
Nota della Redazione
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