Sostenibilità della Cassa dei ragionieri tra saldi previdenziali negativi e rischi finanziari (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 146 del 13.11.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli enti esercita il controllo sulla gestione finanziaria delle Casse previdenziali privatizzate ai sensi dell’art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 509 del 1994, riferendone alle Presidenze delle Camere a norma dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958. L’equilibrio di bilancio degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza deve essere assicurato mediante provvedimenti coerenti con i bilanci tecnici redatti con periodicità almeno triennale, ai sensi dell’art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 509 del 1994. La natura peculiare del risparmio previdenziale impone che la gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare sia improntata a criteri di prudenza e a profili di rischio coerenti con la funzione di garanzia degli iscritti, dovendo l’Ente limitare gli investimenti caratterizzati da elevata aleatorietà. Il controllo non si esaurisce nella verifica dei saldi, ma si estende alla sostenibilità prospettica dello schema previdenziale, con raccomandazioni vincolate al monitoraggio costante degli equilibri tecnico-attuariali.
Il Fatto
La Corte dei conti ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria della Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali per l’esercizio 2022, sottoposta a controllo in forza del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1964 e, dopo la privatizzazione, dell’art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 509 del 1994. Il conto consuntivo dell’Ente, corredato delle relazioni del Presidente e del Collegio dei sindaci, è stato trasmesso alla Corte in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. Il precedente referto, relativo al 2021, era stato deliberato con determinazione n. 131 del 21 novembre 2023.
Il referto riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo e le vicende di maggior rilievo intervenute successivamente all’esercizio esaminato, con particolare attenzione alla gestione previdenziale, patrimoniale, contrattuale e al contenzioso.
La Motivazione della Corte
La gestione previdenziale e assistenziale registra un saldo positivo di euro 63.715.495, in aumento del 14,98 per cento rispetto al 2021, per effetto di maggiori entrate contributive pari al 5,46 per cento. Il risultato è in larga misura ascrivibile al provvedimento straordinario di incentivazione alla regolarità contributiva approvato dai ministeri vigilanti nel 2022, che ha prodotto maggiori accertamenti sui contributi soggettivi e integrativi e un recupero di redditi e volumi di affari non dichiarati negli anni precedenti.
La Corte rileva però che il rapporto iscritti attivi/pensionati continua a contrarsi, scendendo a 2,15 nel 2022, ed evidenzia il costante incremento dei crediti verso gli iscritti, pari complessivamente a 653,6 milioni di euro al lordo del fondo svalutazione. Nonostante le misure organizzative adottate, l’Ente non riesce ad arginare l’aumento dei crediti relativi agli anni precedenti. Da qui la raccomandazione a proseguire con continuità nel miglioramento delle attività di recupero delle morosità, adottando misure più incisive per evitare la prescrizione.
Sul fronte patrimoniale, il patrimonio investito ammonta a euro 2.314.299.936. Il patrimonio immobiliare, esclusa la sede, registra un rendimento lordo del 4,2 per cento a fronte di un rendimento netto dello 0,3 per cento; il patrimonio mobiliare riporta un rendimento lordo del 5,5 per cento e un rendimento netto, comprensivo dell’accantonamento al fondo oscillazione titoli, pari a -1,6 per cento. La Corte segnala il risultato negativo delle gestioni patrimoniali affidate a terzi e invita l’Ente a limitare gli investimenti in contratti derivati, raccomandando al Collegio sindacale un’attenta vigilanza.
Il bilancio d’esercizio espone un risultato operativo positivo di euro 75.128.600, in aumento del 37,86 per cento, mentre l’avanzo economico scende a euro 39.324.405, con una riduzione del 66,61 per cento rispetto al precedente consuntivo. Il patrimonio netto sale a euro 2.599.553.840. Quanto al contenzioso, residuano accantonamenti al fondo rischi per 30,1 milioni in materia di sistema pro-rata, in relazione agli effetti delle sentenze delle Sezioni Unite del 2015 richiamate nel referto.
Dall’analisi del bilancio tecnico aggiornato al 31 dicembre 2022 emerge una previsione di saldi previdenziali negativi per ciascuno degli anni dal 2033 al 2063 e, includendo il rendimento del patrimonio, saldi generali negativi dal 2039 al 2059. La Corte sottolinea la necessità di rafforzare la revisione del regime contributivo e delle prestazioni, di efficientare la struttura e di monitorare costantemente gli equilibri tecnico-attuariali, anche in ragione dell’instabilità dei mercati finanziari internazionali.
Nota della Redazione
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