Riqualificazione edilizia residenziale pubblica: criticità sul monitoraggio (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 54 del 26.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Con riferimento agli interventi finanziati dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, la Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione svolgendo valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse, ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021. Il sistema di monitoraggio previsto dalla disciplina di settore costituisce strumento essenziale per l’adozione di misure correttive in corso d’opera: l’inosservanza degli obblighi di alimentazione della banca dati designata può comportare, al ricorrere delle condizioni di legge, la revoca del finanziamento. Il disallineamento tra i dati dichiarati dai soggetti attuatori e quelli risultanti dal sistema MOP/BDAP integra un profilo di criticità gestionale che incide sulla valutazione dell’avanzamento della misura.

Il Fatto

Il rapporto riguarda l’intervento “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione edilizia residenziale pubblica”, inserito nella Misura 2, Componente 3, intervento C13 del Piano complementare al PNRR, di cui è titolare il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti insieme al Dipartimento Casa Italia. Obiettivo del programma è migliorare l’efficienza energetica, la resilienza e la sicurezza sismica del patrimonio edilizio residenziale pubblico, con una dotazione iniziale di 2.800 milioni di euro.

La deliberazione fa seguito ai precedenti rapporti della Sezione, adottati sull’analisi del medesimo Fondo, e si propone di valutare le attività svolte nel corso del 2023 e lo stato di attuazione della misura alla scadenza del 31 dicembre 2023. La questione sottoposta a controllo riguarda il rispetto del cronoprogramma procedurale e l’adeguatezza del sistema di monitoraggio.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro normativo e finanziario, soffermandosi sull’accesso al Fondo per l’avvio delle opere indifferibili e sulle procedure di preassegnazione e assegnazione definite dai decreti del Ragioniere generale dello Stato. Rileva che le risorse assegnate alla misura in esame, per il primo e il secondo semestre 2023, ammontano a importi contenuti rispetto alla dotazione complessiva.

Quanto agli adempimenti, il monitoraggio al 31 dicembre 2022 evidenzia il rispetto della scadenza per la pubblicazione dei bandi di gara su 943 CUP ammessi su 989, con una percentuale del 95,34%. Al 31 marzo 2023 le aggiudicazioni intervenute sono 921 su 988, pari al 93,22%. Al 30 giugno 2023 risultano consegnati o avviati i lavori per 880 CUP su 988, pari all’89,06%, dato che sale a 915 CUP, pari al 92,61%, al 30 ottobre 2023.

La Corte non si limita al dato percentuale. Rileva che il mancato rispetto delle scadenze è in larga parte conseguenza del trascinamento dei ritardi nelle procedure di aggiudicazione o della circostanza che le gare sono andate deserte. Segnala, in particolare, il dato della Regione Sicilia, dove le procedure deserte risultano 26 su 150 CUP e non trovano riscontro nei monitoraggi precedenti.

Il profilo di criticità più insistito riguarda il sistema di monitoraggio. L’art. 5 del DPCM 15 settembre 2021 prevede l’applicazione del sistema MOP della BDAP, ma la Direzione generale ha continuato ad avvalersi di file excel trasmessi dalle Regioni. Il confronto tra i dati raccolti mediante il format e quelli estrapolati dal MEF evidenzia ampie percentuali di scostamento: alla scadenza del 30 giugno 2023, in base alla BDAP risultano avviati 585 interventi su 988, pari al 59,21%, a fronte dei 915 risultanti dai file regionali.

La Sezione richiama l’art. 6 del DPCM 15 settembre 2021, secondo cui il mancato rispetto dei termini del cronoprogramma e la mancata alimentazione del sistema di monitoraggio comportano la revoca del finanziamento qualora non risultino assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti. Sotto il profilo finanziario, l’erogazione dell’acconto del 15% ai soggetti attuatori è proseguita nel 2023 con ritardi anche superiori ai dodici mesi. Solo cinque Regioni hanno raggiunto la soglia del 20% degli interventi, necessaria per l’erogazione dell’ulteriore tranche del 30%, e una sola ha presentato istanza. La Corte raccomanda alla Direzione generale di curare l’istruttoria di ogni atto, assicurando il pieno rispetto dei termini per il raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi, riservando ulteriori verifiche al prosieguo dell’istruttoria.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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