Scelte urbanistiche non sindacabili senza aspettativa qualificata del privato (TAR Campania n. 236 del 06.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
Le scelte di pianificazione urbanistica costituiscono espressione di un potere tecnico-discrezionale della pubblica amministrazione e sono censurabili in sede di legittimità solo in presenza di figure sintomatiche di eccesso di potere per palese irragionevolezza o illogicità, apprezzabili ictu oculi. Il privato che invochi la conservazione della precedente destinazione del suolo è titolare di un’aspettativa generica a una reformatio in melius, inidonea a vincolare i successivi strumenti di pianificazione, salvo che la precedente indicazione si sia concretizzata in uno strumento urbanistico esecutivo approvato o convenzionato, o in un giudicato di annullamento. La conferenza di servizi istruttoria non impone all’amministrazione di recepire la proposta del privato quando la scelta pianificatoria risulti assistita da ampia discrezionalità e il giudizio di conformazione al giudicato amministrativo sia stato autonomamente espresso.

Il Fatto

I ricorrenti, proprietari di un appezzamento di terreno in area già classificata residenziale, avevano ottenuto un permesso di costruire per un fabbricato di civili abitazioni. Il successivo PUC, approvato nel 2020, aveva eliminato la destinazione residenziale della zona, impedendo la realizzazione dell’opera. Il Consiglio di Stato, con sentenza resa su ricorso di un terzo, ha annullato la delibera di approvazione del piano per incoerenza tra Piano Operativo e Piano Strutturale e per modifica del primo ad opera della sola Giunta.

I proprietari hanno quindi chiesto al Comune di riadottare lo strumento urbanistico in conformità al giudicato e di attribuire all’area la destinazione precedente. A fronte del silenzio, hanno proposto ricorso avverso il silenzio; nelle more il Comune ha convocato una conferenza di servizi istruttoria, conclusasi negativamente. Vengono impugnati il verbale, l’atto di indizione e la delibera di Giunta richiamata.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalla costante giurisprudenza amministrativa in tema di sindacato sulle scelte di pianificazione urbanistica. Tali scelte sono espressione di potere tecnico-discrezionale e il loro sindacato è di carattere estrinseco, limitato al riscontro di palesi elementi di illogicità e irrazionalità apprezzabili ictu oculi. È estraneo al giudizio l’apprezzamento della condivisibilità delle scelte, profilo appartenente alla sfera del merito amministrativo.

La posizione dei privati è recessiva rispetto alle determinazioni istituzionali. La domanda dei ricorrenti mirava a rendere edificabile l’area, ripristinandone la destinazione precedente. Ma le scelte di piano non sono condizionate dalla pregressa indicazione di destinazioni più favorevoli, con il solo limite dell’esigenza di specifica motivazione quando quelle indicazioni si erano già concretizzate in uno strumento urbanistico esecutivo approvato o convenzionato, o in un giudicato di annullamento di dinieghi di concessione.

Nel caso di specie non ricorre alcuna delle ipotesi derogatorie. Non emerge una manifesta irragionevolezza o illogicità nell’operato dell’amministrazione, né un’aspettativa qualificata in capo ai ricorrenti. L’obbligo di motivazione del piano o della variante generale è assolto con il riferimento complessivo ai criteri seguiti e alle esigenze cui si intende dare risposta, senza necessità, salvo casi particolari, di motivazione puntuale sulle singole scelte.

Il Collegio osserva inoltre che la conferenza di servizi non vincolava l’amministrazione a recepire la proposta di variante dei privati, essendo il giudizio di conformazione al giudicato amministrativo autonomamente espresso. Rileva infine che risulta depositata la sopravvenuta deliberazione consiliare di approvazione della variante al PUC, non impugnata, che rende non più sindacabile la scelta pianificatoria.

Il ricorso è pertanto infondato e viene respinto. Le spese sono compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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