Travisamento dei carichi pendenti vizia il giudizio di pericolosità sociale (Cass. pen. Sez. I n. 12683 del 02.04.2025)

Principi di diritto (Massima)
In tema di misure alternative alla detenzione, il giudizio di pericolosità sociale del condannato è affetto da travisamento delle risultanze istruttorie quando il Tribunale di sorveglianza lo fonda su carichi pendenti per reati in materia di sostanze stupefacenti, in realtà inesistenti, risultando dal certificato contestazioni per reati tributari. Escluso l’elemento erroneo, il giudice del rinvio deve rivalutare gli elementi favorevoli emergenti dalla relazione dell’U.E.P.E. Il giudice non è vincolato dai giudizi di idoneità espressi dagli organi di osservazione, ma è tenuto a considerarne le informazioni sulla personalità e sullo stile di vita dell’interessato, parametrandone la rilevanza alle istanze rieducative e ai profili di pericolosità.

Il Fatto

Il Tribunale di sorveglianza di Salerno, con ordinanza dell’11 settembre 2024, aveva rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale e dichiarato inammissibile quella di detenzione domiciliare, con riferimento a una pena di anni due e mesi otto di reclusione per reati di detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti commessi nel 2013 e per bancarotta fraudolenta.

Quanto alla detenzione domiciliare, i giudici avevano rilevato il superamento del limite di due anni previsto per l’istituto. Quanto all’affidamento in prova, avevano formulato un giudizio prognostico sfavorevole sulla pericolosità sociale, valorizzando i carichi pendenti per reati associativi e in materia di droga, la mancanza di una stabile occupazione e il disinteresse del condannato verso la procedura. Il condannato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo travisamento della prova e carenza di motivazione.

La Motivazione della Corte

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, muovendo dal vizio di travisamento di risultanze istruttorie dedotto dalla difesa e confermato dalla condotta processuale del giudice a quo. Il provvedimento impugnato, osserva la sentenza, fonda almeno in parte le proprie valutazioni su un dato riconosciuto erroneo dallo stesso Tribunale di sorveglianza, che ne aveva disposto la sospensione.

Il giudizio di pericolosità sociale muoveva, tra l’altro, dalla considerazione che il condannato annoverasse carichi pendenti in materia di sostanze stupefacenti. Dal certificato emergevano invece contestazioni relative a reati tributari. La Cassazione ne trae la sussistenza del vizio lamentato, con conseguente caducazione dell’elemento su cui poggiava la prognosi negativa.

Escluso tale elemento e considerate le reali pendenze, il giudice del rinvio dovrà rivalutare gli elementi favorevoli della relazione dell’U.E.P.E., che attestano la piena disponibilità del ricorrente al percorso di reinserimento sociale. La Corte richiama la funzione dell’affidamento in prova al servizio sociale: attuare un’esecuzione della pena esterna al carcere nei confronti di condannati per i quali, alla luce dell’osservazione della personalità, sia possibile formulare una ragionevole prognosi di completo reinserimento.

I criteri di conoscenza utilizzabili dal Tribunale di sorveglianza sono individuati nel reato commesso, punto di partenza ineludibile, nei precedenti penali (Sez. I, 04/03/1999, Danieli, Rv. 213062), nelle pendenze processuali, nelle informazioni di polizia (Sez. I, 11/03/1997, Capiti, Rv. 207998) e, in pari grado di rilievo prognostico, nella condotta carceraria e nei risultati dell’indagine socio-familiare.

Ne consegue che il giudice, pur non essendo vincolato dai giudizi di idoneità espressi dagli organi di osservazione, è tenuto a considerare le informazioni sulla personalità e sullo stile di vita dell’interessato, parametrandone la rilevanza alle istanze rieducative e ai profili di pericolosità, secondo la gradualità che governa l’ammissione ai benefici penitenziari (Sez. I, n. 23343 del 23/03/2017, Arzu, Rv. 270016). Il provvedimento è pertanto annullato con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Salerno.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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