Il controllo concomitante accerta le criticità sulle metropolitane e raccomanda al MIT (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 40 del 24.10.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il Collegio del controllo concomitante, all’esito dell’istruttoria sulle metropolitane nelle grandi aree urbane, accerta la presenza di criticità che non integrano le gravi irregolarità gestionali di cui all’art. 22 del d.l. n. 76/2020, ma che giustificano l’esercizio del potere di raccomandazione ai sensi dell’art. 3, comma 6, della legge n. 20/1994. L’attività amministrativa di monitoraggio e verifica non può esaurirsi nella mera ricezione formale delle schede trimestrali, richiedendo un esame sostanziale dei dati e delle discrasie. Il potere di verifica del Ministero, previsto dall’art. 8 del D.I. n. 97/2022, impone un’istruttoria puntuale e tempestiva delle richieste di proroga. La funzione di controllo concomitante si esprime anche attraverso l’accertamento di criticità non gravi, finalizzato a stimolare un percorso auto-correttivo dell’Amministrazione.

Il Fatto

Il Collegio del controllo concomitante presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha svolto nel 2024 un’istruttoria sul progetto “Metropolitane nelle grandi aree urbane”, previsto dall’art. 1, comma 393 della legge n. 234/2021, per un totale di risorse stanziate pari a oltre 4,4 miliardi di euro. Gli interventi riguardano le città di Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino. L’Amministrazione titolare del progetto è il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Dopo due precedenti deliberazioni del 2023, il Collegio ha esaminato gli interventi delle Città metropolitane di Roma e Torino, deferiti dai magistrati istruttori.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva che, dopo un iniziale riscontro positivo alle raccomandazioni, il Ministero ha abbandonato la posizione assunta, non svolgendo adeguatamente la funzione assegnatagli dall’art. 8 del D.I. n. 97/2022. L’attività si è limitata alla mera ricezione delle schede di monitoraggio, senza rilevare discrasie e incongruenze. In relazione alla linea C di Roma, il Comune ha presentato due cronoprogrammi divergenti, di cui il Ministero si è avveduto tardivamente. Anche la richiesta di proroga per la tratta Clodio/Mazzini – Venezia non è stata oggetto di istruttoria puntuale, emergendo elementi contraddittori.

Per la linea 2 di Torino, si è registrato un incremento dei costi del 36,2%, portando le risorse necessarie da 1,828 a 2,490 miliardi di euro. Nonostante il Ministero fosse a conoscenza dell’insufficienza finanziaria, non ha assunto iniziative per l’integrale copertura della tratta sino a Politecnico. È emersa inoltre l’anomalia del Commissario Straordinario di Torino, privo di poteri di spesa rispetto a quello di Roma.

Il Collegio qualifica la fattispecie come rientrante nella seconda ipotesi dell’art. 22, D.L. n. 76/2020: non vi sono irregolarità tali da attivare misure sanzionatorie, ma sussistono le condizioni per formulare raccomandazioni volte a stimolare un percorso auto-correttivo dell’Amministrazione. Pertanto, accerta le criticità e raccomanda al MIT di svolgere puntualmente i compiti di monitoraggio, analizzare senza indugio le richieste di proroga e attivarsi per l’integrale copertura finanziaria degli interventi.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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