Controllo gestione finanziaria Fondazione La Triennale di Milano 2021 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 39 del 19.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a vigilanza si esercita, ai sensi dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione e dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, mediante relazione alle Presidenze delle due Camere, con la quale si riferisce il risultato del controllo eseguito e si formula la valutazione complessiva sulla gestione. La trasformazione dell’ente in fondazione di diritto privato fa venir meno l’inserimento nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche e, con esso, l’obbligo di applicare le misure di contenimento della spesa; ciò non esonera la fondazione, finanziata in prevalenza con risorse pubbliche, dall’adozione di criteri di legalità, economicità, efficienza e imparzialità, la cui osservanza integra oggetto del sindacato. Gli eventi straordinari di fusione per incorporazione modificano l’area di consolidamento e incidono sulla comparabilità dei dati di bilancio, imponendo la verifica della corretta rappresentazione delle poste e delle riserve. La Corte raccomanda il controllo costante della spesa e la limitazione del ricorso a esternalizzazioni a ipotesi straordinarie, caratterizzate da carenza di strutture o personale e da oggetto circoscritto.

Il Fatto

La Fondazione “La Triennale di Milano”, istituzione culturale senza scopo di lucro, è sottoposta al controllo della Corte dei conti in forza del decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto 1966. La Sezione del controllo sugli Enti ha esaminato il conto consuntivo relativo all’esercizio 2021, unitamente alle relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori, trasmesse ai sensi dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958.

L’esercizio è segnato dalla fusione per incorporazione della Fondazione Museo del Design nella controllante, avvenuta il 1° ottobre 2021, che ha modificato l’area di consolidamento del “Sistema Triennale”. La relazione riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo sulla gestione finanziaria e sulle vicende successive.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto l’ordinamento e l’assetto del “Sistema Triennale”, costituito dalla società in house Triennale Servizi S.r.l., interamente partecipata, e dalla Fondazione CRT/Teatro dell’Arte, partecipata al 66,66 per cento. La Sezione rileva che la Fondazione Museo della Fotografia Contemporanea, pur collegata, non è inclusa nel consolidamento per l’autonomia artistica e finanziaria di cui gode; invita pertanto la Triennale a definire il ruolo assunto e i rapporti finanziari, essendo i contributi ministeriali e regionali destinati al Museo ancora transitanti nel bilancio della Fondazione.

Sul piano organizzativo, la Corte esamina gli incarichi del Direttore generale, che cumula la direzione della Fondazione e di più enti del Sistema. Prende atto del verbale di conciliazione del 24 luglio 2020, con il quale è stato rivisto l’assetto delle mansioni e dei compensi, con transazione di potenziali controversie e riconoscimento di un importo per la rinuncia a pretese pregresse. La Sezione rileva l’incremento del costo del personale per euro 463.488, dovuto all’assorbimento di 11 unità a seguito della fusione.

Quanto alle esternalizzazioni, la Corte rinnova l’invito a ricorrere a consulenze esterne, per tutte le realtà del Gruppo, solo in presenza di straordinaria ed eccezionale esigenza, carenza di strutture o personale idoneo, carattere limitato nel tempo e oggetto circoscritto, uniformando i comportamenti a criteri di legalità, economicità, efficienza e imparzialità.

L’esame contabile evidenzia il patrimonio netto della Fondazione pari a euro 8.807.182 e il patrimonio netto consolidato pari a euro 9.464.106. La fusione ha generato un avanzo di euro 1.466.716, utilizzato per ricostituire la riserva donazione della Collezione Museo del Design. La Corte rileva la buona performance della società in house, con patrimonio netto pari a euro 2.201.666, e la difficoltà della CRT/Teatro dell’Arte, con patrimonio netto esiguo pari a euro 117.391. L’esercizio si chiude con un utile di gestione consolidato di euro 834.897.

La Sezione dà atto che, dal 2014, la Fondazione non è più compresa nell’elenco delle amministrazioni pubbliche del conto economico consolidato predisposto dall’Istat. Pur in difetto dell’obbligo di applicare le misure di contenimento della spesa, la Corte raccomanda un controllo costante della spesa, finanziata in buona parte con risorse pubbliche.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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