Controllo estrinseco della Soprintendenza e riesercizio del potere comunale sul condono (Cons. Stato n. 10035 del 12.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
Nel regime transitorio dell’autorizzazione paesaggistica, il controllo della Soprintendenza sul provvedimento comunale assume natura estrinseca e investe la legittimità complessiva dell’atto, in particolare la sufficienza della motivazione e la completezza dell’istruttoria. Quando l’organo tutorio rilevi le carenze del parere comunale, non è tenuto ad acquisire ulteriori atti: è il Comune a dover riesercitare il potere, colmando le lacune segnalate in occasione della nuova formulazione del parere. Ne segue l’inutilità dell’istanza istruttoria volta a far acquisire in giudizio i documenti la cui mancanza ha determinato l’intervento della Soprintendenza. L’eventuale valutazione di merito sull’opera resta rinviata al momento in cui il nuovo parere sarà reso.
Il Fatto
La proprietaria di un immobile sito in una località a valenza paesaggistica ha impugnato la sentenza con cui il giudice di prime cure ha respinto il ricorso avverso il decreto con cui la Soprintendenza ha annullato il provvedimento comunale di autorizzazione paesaggistica, adottato in relazione a una domanda di condono edilizio concernente un ampliamento del manufatto originariamente assentito.
Il Comune aveva rilasciato l’autorizzazione richiamando il parere favorevole della Commissione paesaggistico-ambientale. La Soprintendenza ha annullato l’atto comunale per carenza istruttoria e motivazionale. Il TAR ha condiviso tale giudizio, escludendo che l’organo tutorio si fosse sostituito all’amministrazione comunale. Da qui l’appello, affidato a quattro motivi e alla reiterazione dell’istanza istruttoria.
La Motivazione della Corte
Il Collegio respinge l’appello e affronta anzitutto il profilo istruttorio. Il primo motivo censurava il rigetto dell’istanza di acquisizione documentale, ritenuta essenziale per dimostrare la liceità del fabbricato preesistente e la consistenza dell’ampliamento. La Corte supera la questione della tardività e nega comunque l’utilità della richiesta: la documentazione non serve alla valutazione di legittimità dell’atto impugnato.
Il ragionamento si fonda sulla natura del controllo esercitato dalla Soprintendenza. Nel procedimento in esame trova applicazione la normativa previgente, che configurava un sindacato di legittimità estrinseca sul provvedimento comunale. In questo perimetro l’organo tutorio non entra nel merito delle scelte dell’ente locale, ma ne verifica la plausibilità sul piano della legittimità complessiva, segnatamente della motivazione.
Da ciò deriva la conseguenza operativa: quando la Soprintendenza motiva nei termini riportati dal TAR, il Comune è chiamato a riesercitare il potere tenendo conto delle indicazioni ricevute. In quella sede l’ente locale dovrà dare atto di quale parte dell’immobile sia legittima perché assentita dal titolo edilizio del 1971. Non vi è quindi necessità di acquisire in giudizio la licenza edilizia.
Per le stesse ragioni cade il secondo motivo, che contestava la qualificazione del controllo come estrinseco e lamentava la mancata richiesta di integrazione documentale da parte della Soprintendenza. La Corte chiarisce che l’onere di integrazione grava sul Comune: spetta all’ente locale riproporre un parere che sanj le carenze elencate nell’atto impugnato. L’organo tutorio non deve acquisire nulla, dovendo solo vagliare la plausibilità del parere comunale e invitare l’ente a far riferimento agli ulteriori atti necessari.
Quanto al terzo e al quarto motivo — il regime transitorio dell’art. 159 d.lgs. n. 42/2004 e la pretesa sproporzione del provvedimento rispetto al tempo trascorso e alle modeste dimensioni dell’opera — il Collegio rileva che il diniego riguarda la motivazione del parere comunale. Le valutazioni di merito saranno compiute dopo la nuova redazione del parere, quando il controllo della Soprintendenza, visto il tempo trascorso, entrerà nel merito alla luce della disciplina vigente. Le spese sono compensate in ragione della mera costituzione di stile del Ministero.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.