Acquisizione area ulteriore al sedime: obbligo di motivazione rafforzata (TAR Sicilia n. 1121 del 21.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’inottemperanza dell’ordine di demolizione costituisce misura sanzionatoria di natura vincolata, per la quale l’interesse pubblico è in re ipsa e non richiede motivazione ulteriore rispetto all’esatta individuazione delle opere e delle pertinenze. Tale automatismo opera però pienamente solo per l’area di sedime. Quanto all’area ulteriore, il legislatore non ne predetermina l’estensione, ma indica un criterio rapportato alla normativa urbanistica applicabile nel singolo caso. Ne consegue che l’Amministrazione è tenuta a motivare, volta per volta, le ragioni urbanistico-edilizie che giustificano l’acquisto dell’area eccedente, indicandone criteri di delimitazione e superficie. È illegittimo, per difetto di motivazione, il provvedimento che si limiti ad affermare che la superficie interessata è inferiore a dieci volte l’estensione dell’opera abusiva, senza esplicitare uno specifico interesse pubblico.

Il Fatto

Le ricorrenti, proprietarie di un immobile per successione, impugnavano il provvedimento con cui il Dirigente del competente Dipartimento comunale aveva accertato l’inottemperanza a un ordine di demolizione risalente al 1999 e disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili. L’edificio era stato oggetto di una pregressa richiesta di condono edilizio, valutata negativamente, e di un ricorso al TAR poi dichiarato perento. Le opere abusive consistevano in un fabbricato a due piani fuori terra, ricadente in zona agricola di margine urbano e in area soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta entro i 150 metri dalla battigia.

Il Comune, regolarmente intimato, non si costituiva. Le ricorrenti deducevano eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, violazione dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 e del principio di proporzionalità, contestando in particolare l’estensione dell’acquisizione a una porzione ulteriore rispetto alle opere abusive e all’area di sedime.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalla ricostruzione del regime dell’acquisizione gratuita. Il Comune è titolare del potere di disporla anche in relazione a un’area maggiore rispetto a quella su cui insiste la costruzione abusiva. L’assenza di una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico non è di per sé ostativa, perché l’interesse all’adozione della misura è in re ipsa e il provvedimento ha natura interamente vincolata.

Il Tribunale precisa però il limite di tale automatismo. Non è ragionevole ritenere che il legislatore abbia rimesso la determinazione dell’area ulteriore al puro arbitrio dell’Amministrazione. Questa è tenuta a specificare in motivazione le ragioni che rendono necessario l’ulteriore acquisto e a indicare con precisione l’area di cui dispone l’acquisizione, richiamando T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, n. 6130 del 2017.

La distinzione è netta. Per l’area di sedime l’effetto acquisitivo si produce ope legis per la sola inottemperanza, rendendo superflua ogni motivazione diversa dall’identificazione dell’abuso. Per l’area eccedente, invece, il legislatore ha indicato un criterio rapportato alla normativa urbanistica del singolo caso, delineando un procedimento di determinazione della cosiddetta pertinenza urbanistica da condurre di volta in volta (richiamati T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, n. 2628 del 2022, sez. IV, n. 3675 del 2023 e sez. I, n. 1668 del 2020).

Nel caso concreto il Comune aveva motivato l’acquisizione dell’intera area osservando che le opere ricoprivano una superficie coperta massima di mq. 71,50 e che l’area su cui ricadevano era inferiore a dieci volte l’estensione dell’abuso. Per il Collegio la motivazione è tautologica: non si comprendono le ragioni urbanistico-edilizie per ricomprendere la porzione ulteriore, né viene evidenziato uno specifico interesse pubblico. Il Comune avrebbe dovuto giustificare l’acquisizione dell’ulteriore area specificando criteri e superficie.

La censura è dunque fondata. Il provvedimento è annullato limitatamente al riferimento all’area ulteriore rispetto al sedime, restando salve le ulteriori statuizioni dell’Amministrazione. Le spese seguono la soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *