Appropriazione di denaro pubblico da parte del DSGA scolastico (Corte dei Conti Sez. giur. Lombardia n. 16 del 04.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il dipendente pubblico che, nell’esercizio delle proprie funzioni, predisponga mandati di pagamento per acquisti di beni o prestazioni di servizi mai avvenuti, oppure per rimborsi non dovuti, indirizzando le somme su conti correnti a sé intestati o cointestati, risponde del danno erariale per l’intero importo indebitamente appropriato. La condotta di dolosa appropriazione di denaro pubblico è provata dal complesso degli elementi documentali e bancari, nonché dal riconoscimento degli addebiti in sede disciplinare. Il sequestro conservativo autorizzato si converte ope legis in pignoramento, restando impregiudicate le statuizioni penali. La condanna copre rivalsa monetaria e interessi legali, oltre alle spese di lite secondo soccombenza.

Il Fatto

La Procura regionale evocava in giudizio l’assistente amministrativa che, in qualità di Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi presso un istituto comprensivo, aveva prodotto numerosi mandati di pagamento per prestazioni di servizi o acquisti di beni mai effettuati, ovvero per rimborsi mai avvenuti, indirizzando le relative somme su conti correnti a sé intestati o cointestati. L’importo complessivo degli indebiti introiti ammontava a euro 156.444,50, distribuito sugli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023.

La segnalazione proveniva dall’Ufficio Scolastico Regionale e da accertamenti della Guardia di Finanza. Il Giudice per le indagini preliminari aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Sezione aveva autorizzato il sequestro conservativo con decreto presidenziale n. 7/2024, confermato con ordinanza n. 20/2024. La convenuta, già licenziata in sede disciplinare e vanamente diffidata alla restituzione, non dava riscontro all’invito a dedurre e rimaneva contumace.

La Motivazione della Corte

La Sezione statuisce preliminarmente la contumacia della convenuta, ritualmente evocata e non costituitasi. Nel merito, la questione attiene a una condotta appropriativa di denaro pubblico posta in essere da un’infedele dipendente, autrice di versamenti plurimi sui propri conti di somme dell’istituzione scolastica ove prestava servizio.

La pretesa attorea risulta documentalmente provata. La Dirigente scolastica aveva apposto soltanto la firma digitale sulle distinte inviate mediante file O.I.L. alla banca cassiera, mentre i collaboratori, sentiti in fase di indagini, hanno confermato di non aver mai avuto accesso alla sezione contabilità della piattaforma gestionale e che i mandati erano predisposti esclusivamente dalla convenuta.

Il percorso argomentativo si fonda su una pluralità di riscontri convergenti: le registrazioni del giornale di cassa, con incongruenze rispetto ai mandati e operazioni mai effettuate; i mandati di pagamento, che pur indicando beneficiari diversi riportavano IBAN riferiti a conti della convenuta; i file degli Ordinativi Informatici Locali, talvolta modificati dalla convenuta; gli accertamenti bancari sui rapporti intestati o cointestati, dai quali emerge la percezione delle somme non dovute; le dichiarazioni della Dirigente, che ha negato l’effettuazione degli acquisti e la prestazione dei servizi, privi di documento giustificativo.

Assume rilievo decisivo il riconoscimento degli addebiti da parte della convenuta nel corso del procedimento disciplinare espulsivo. La Corte conclude per la sussistenza della dolosa appropriazione e condanna al pagamento di euro 156.444,50, oltre rivalutazione monetaria dal gennaio 2023 al deposito della sentenza e interessi legali sulla somma rivalutata fino al saldo effettivo, in favore del Ministero dell’istruzione e del merito.

Il sequestro concesso si converte ope legis in pignoramento e restano impregiudicate le statuizioni penali. Le spese di lite, liquidate in complessivi euro 619,86, seguono la soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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