Bilanci IRCCS Policlinico San Martino: la Corte dei conti accerta squilibri strutturali e ritardi (Corte dei Conti Sez. contr. Liguria n. 5 del 16.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione finanziaria degli enti del servizio sanitario nazionale, esercitato dalle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 1, commi 166 e seguenti, della legge n. 266/2005 e dell’art. 3 del decreto-legge n. 174/2012, è finalizzato alla tutela dell’unità economica della Repubblica e alla verifica della sostenibilità dell’indebitamento e degli equilibri economico-finanziari. L’accertamento di squilibri strutturali, quali il sistematico ritardo nell’approvazione dei bilanci, la chiusura in perdita di esercizio e la tensione di liquidità, impone all’amministrazione interessata l’adozione di misure correttive. La regola del pareggio di bilancio costituisce l’obiettivo cui deve tendere la gestione, con il coordinamento tra ente sanitario e Regione per assicurare la sostenibilità delle attività di alta specializzazione.
Il Fatto
L’esame della relazione del Collegio sindacale dell’IRCCS Policlinico San Martino sul bilancio dell’esercizio 2023 ha fatto emergere criticità gestionali e contabili. A seguito delle richieste istruttorie del 1° e 16 aprile 2025, l’Azienda ha fornito chiarimenti, ma sono residuate potenziali irregolarità, rendendo opportuna l’instaurazione del contraddittorio dinanzi alla Sezione regionale di controllo per la Liguria.
La gestione dell’Istituto presenta un risultato economico negativo per gli esercizi 2023 e 2024, seppur in miglioramento in quest’ultimo anno, e ritardi sistematici nell’approvazione dei bilanci, sia da parte dell’ente sia da parte della Regione. Il quadro è aggravato da ricorso reiterato all’anticipazione di tesoreria, ritardi nei pagamenti ai fornitori e criticità in diverse aree operative e amministrative.
La Motivazione della Corte
La Corte dei conti premette che il controllo esercitato sulle aziende sanitarie si inserisce nel quadro delineato dall’art. 1, comma 3, del decreto-legge n. 174/2012, che estende alle Regioni e agli enti del Servizio sanitario nazionale le verifiche sui bilanci già previste per gli enti locali. Si tratta di un controllo di tipo collaborativo, ascrivibile al riesame di legalità e regolarità, finalizzato all’adozione di misure correttive da parte degli enti interessati.
Quanto ai tempi di approvazione dei bilanci, la Sezione rileva che l’IRCCS ha adottato il bilancio preventivo 2023 con oltre undici mesi di ritardo e il consuntivo 2023 solo l’11 luglio 2024, con successiva approvazione regionale dell’ottobre 2024. L’Azienda ha giustificato i ritardi con le tempistiche regionali e la complessità dell’iter, ma la Sezione evidenzia il perdurare di una situazione di criticità strutturale, nonostante il miglioramento del risultato 2024.
In merito al quadro economico, la Corte sottolinea che gli squilibri finanziari sono riconducibili principalmente all’inadeguatezza del nomenclatore tariffario per le prestazioni ad alto impiego di dispositivi medici e all’assenza di obiettivi economici complessivi definiti dalla Regione, la quale ha previsto solo target di volumi produttivi. Ciò ha determinato un disallineamento strutturale tra costi e ricavi, acuito dalla tardiva adozione di misure correttive.
La Sezione passa quindi all’esame delle singole aree critiche, formulando specifici inviti all’IRCCS e alla Regione Liguria. Particolare attenzione è dedicata alla gestione finanziaria: gli interessi passivi per anticipazioni di tesoreria hanno comportato nel 2024 un costo di circa 389.000 euro e i pagamenti oltre i termini si attestano al 32 per cento, superiore alla media regionale. Criticità sono rilevate anche nella gestione del credito da payback dei dispositivi medici, per il quale l’ente non ha costituito accantonamenti, in contrasto con il principio di prudenza.
Quanto al personale, la Sezione rileva il mancato rispetto del vincolo di spesa nel 2023, sforamento che l’ente riconduce all’applicazione dell’art. 11 del decreto-legge n. 35/2019, e l’elevato volume di ferie residue non godute, con una quota maturata oltre il termine di diciotto mesi, che comporta obblighi contributivi e potenziali passività. Inoltre, la Corte evidenzia criticità nei tempi di attesa per prestazioni ambulatoriali e diagnostiche, nell’attività di anatomia patologica e nella lentezza di assorbimento dei fondi PNRR.
La Sezione accerta quindi le criticità e invita l’IRCCS e la Regione Liguria ad attuare, nell’ambito delle rispettive competenze, le misure correttive indicate in deliberazione per il riequilibrio economico-finanziario e il rafforzamento dei controlli.
Nota della Redazione
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