Sopravvenuta carenza di interesse sul permesso in variante superato dal rinnovo dell’AIA (TAR Lombardia n. 1096 del 15.04.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il ricorso avverso il diniego di permesso di costruire convenzionato in variante, adottato ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 160/2010, diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando il progetto su cui si è espresso il diniego non sia più attuale. Il procedimento ex art. 8 del D.Lgs. n. 160/2010 ha effetto di variante localizzativa puntuale e si struttura intorno alle specificità del progetto esaminato: non consente la sola modifica della destinazione urbanistica a prescindere dalle caratteristiche concrete dell’attività da insediare. Se il rinnovo dell’A.I.A. impone prescrizioni e modifiche al progetto originario, l’eventuale accoglimento del ricorso risulta privo di utilità, perché l’amministrazione sarebbe tenuta a rivalutare un progetto non più idoneo a consentire l’esercizio dell’attività produttiva.

Il Fatto

Una società è proprietaria di un’area su cui insiste un impianto di trattamento di rifiuti, gestito da altra società in forza di A.I.A.. Con delibera consiliare il Comune approva il nuovo Piano di Governo del Territorio, includendo il compendio in ambito di trasformazione a destinazione prevalentemente residenziale.

La società presenta quindi istanza ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 160/2010 per la ristrutturazione dell’impianto, chiedendo l’inclusione dell’area in zona produttiva in variante al PGT. Il Comune nega il permesso con delibera consiliare e successiva comunicazione di diniego, ritenendo insussistenti i presupposti e il pubblico interesse. Le società impugnano dinanzi al TAR. Nelle more, la Provincia rilascia il rinnovo dell’A.I.A. con prescrizioni tecniche, e l’amministrazione eccepisce l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

La Motivazione della Corte

Il Tribunale ritiene fondata l’eccezione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. La società ha ottenuto il provvedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’A.I.A. del 2007 e intende avvalersene, dovendo dare esecuzione alla progettazione ivi approvata con l’insieme delle prescrizioni impartite dagli enti nella conferenza di servizi, cui ha partecipato anche il Comune.

Pure ipotizzando che il progetto ex art. 8 del D.Lgs. n. 160/2010 fosse inizialmente coincidente con quello sottoposto al rinnovo dell’A.I.A., tale identità sarebbe venuta meno: la conferenza di servizi ha approvato il progetto con prescrizioni e richieste di modifica tali da trasformarne, anche solo in parte, le originarie caratteristiche. Il provvedimento impugnato si è quindi espresso su un progetto ormai superato e non più attuabile, poiché il titolo autorizzativo ne ha imposto la modifica.

Il Collegio sottolinea che il procedimento ex art. 8 del D.Lgs. n. 160/2010 integra una variante localizzativa puntuale, collegata alle specificità del progetto esaminato. La norma delinea un procedimento speciale volto a semplificare le procedure di variante qualora l’ente ritenga di autorizzare un determinato progetto imprenditoriale che richiede la modifica di destinazione urbanistica (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 5.06.2023, n. 5464); la variante è così imprescindibilmente legata all’attuazione dell’intervento sottoposto all’approvazione, saldandosi ai contenuti specifici della progettazione.

L’eventuale accoglimento del ricorso sarebbe pertanto privo di utilità: l’amministrazione sarebbe tenuta a rivalutare l’assentibilità di un progetto non più attuale, che non corrisponde a quello, ancora da predisporre, destinato a recepire le prescrizioni del rinnovo dell’A.I.A.. Non sussiste dunque alcun interesse concreto e attuale alla decisione di merito. Il ricorso è dichiarato improcedibile, con compensazione delle spese in ragione della peculiarità della fattispecie.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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