Cofinanziamenti europei in Valle d’Aosta: controllo della gestione e capacità di spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Valle d’Aosta n. 18 del 09.10.2025)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione previsto dall’art. 1, comma 3, del d. lgs. n. 179/2010, riferisce al Consiglio regionale sull’utilizzazione dei cofinanziamenti regionali a interventi sostenuti con fondi europei. Il controllo non sanziona la condotta dell’amministrazione, ma misura il livello di assorbimento finanziario dei programmi e la reale fruibilità degli interventi sul territorio. In presenza di un ciclo di programmazione di nuovo avvio, caratterizzato da approvazioni tardive dei programmi e da sovrapposizione con la fase di chiusura del ciclo precedente, l’esiguità degli avanzamenti non è di per sé indice di disfunzione, purché siano garantite le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi di spesa certificata. Il controllo si articola su un costante contraddittorio con l’amministrazione regionale, le cui controdeduzioni sono acquisite e valutate.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste ha approvato la relazione annuale sulla gestione dei cofinanziamenti regionali per gli interventi sostenuti con fondi europei, con riferimento ai dati al 31 dicembre 2023. L’attività trae origine dal programma di controllo della Sezione e si svolge ai sensi dell’art. 1, comma 3, del d. lgs. n. 179/2010, che demanda alla Sezione la verifica della gestione dei fondi comunitari e la relativa relazione al Consiglio regionale.

La relazione esamina congiuntamente il ciclo di programmazione 2021-2027 e quello precedente 2014-2020. Per ciascun periodo vengono ricostruiti il quadro di riferimento, lo stato di attuazione dei singoli programmi e i sistemi di gestione, controllo e indicatori. I dati istruttori sono stati forniti dai Dipartimenti regionali competenti e integrati dalle controdeduzioni dell’amministrazione.

La Motivazione della Corte

La Sezione rileva anzitutto il ritardo strutturale del ciclo 2021-2027. L’Accordo di Partenariato è stato adottato il 19 luglio 2022 e il Piano Strategico Nazionale della PAC il 2 dicembre 2022, con conseguente approvazione dei programmi regionali solo nel terzo quadrimestre del 2022. Al 31 dicembre 2023 gli avanzamenti di spesa risultano perciò modesti: per il PR FESR i costi ammessi si fermano a 17,59 milioni di euro, senza impegni né pagamenti; per il PR FSE+ gli impegni ammessi sono pari all’1,69 per cento della dotazione e i pagamenti sono nulli.

La Corte prende atto delle ragioni rappresentate dall’amministrazione: la coincidenza tra chiusura del ciclo precedente e avvio del nuovo, la sovrapposizione con i finanziamenti PNRR su iniziative analoghe, il coinvolgimento di strutture regionali nuove nell’utilizzo dei fondi, l’allungamento dei tempi di trasferimento delle risorse per effetto delle disposizioni contabili interne. Tali fattori hanno determinato un rallentamento generale dell’attuazione.

Il giudizio sulla programmazione 2014-2020 è invece in prevalenza positivo. Il FESR registra una capacità di impegno del 112,60 per cento e una capacità di spesa del 95,92 per cento, con un avanzamento definito soddisfacente sotto il profilo finanziario, fisico e procedurale. Il FSE raggiunge una capacità di spesa del 99,14 per cento. Il PSR 2014/2022 presenta impegni pari al 97,09 per cento della dotazione e una spesa sostenuta dell’85,62 per cento. I programmi di cooperazione territoriale salgono a una capacità di spesa dell’86,37 per cento, in netto miglioramento rispetto al 66,16 per cento dell’anno precedente.

La Sezione non formula osservazioni sul PR FESR 2021/2027, in considerazione del suo avvio recente, ma raccomanda per il PR FSE+ l’adozione di tutte le opportune azioni per conseguire l’obiettivo di certificazione della spesa al 31 dicembre 2025. Quanto ai sistemi di controllo, il FESR è classificato in Categoria 2 – Funziona, ma sono necessari miglioramenti, così come il FSE, il cui esito segna peraltro un peggioramento rispetto alla precedente valutazione. Sono segnalate irregolarità notificate all’OLAF e rettifiche finanziarie, senza che emerga un carattere sistematico.

Il quadro conclusivo conferma un giudizio in buona parte positivo sulla capacità di programmazione e di utilizzo delle risorse del ciclo 2014-2020, mentre il ciclo corrente resta condizionato dalla complementarità e dalla pluralità delle fonti di finanziamento.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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