Carenze operative e metodologiche nei controlli interni degli enti locali (Corte dei Conti Sez. contr. Lombardia n. 121 del 19.05.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il referto annuale sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni degli enti locali, previsto dall’art. 148 del d.lgs. n. 267/2000, impone alle Sezioni regionali di controllo una verifica non formale dell’adeguatezza e dell’effettivo funzionamento del sistema. Le carenze operative e metodologiche emerse dai questionari e dal riscontro istruttorio devono essere segnalate all’amministrazione, che è tenuta a rimuoverle. Il controllo di regolarità amministrativa e contabile deve fondarsi su metodi di campionamento statistici e ripetibili, non su estrazioni empiriche integrate da criteri soggettivi. L’esito dei controlli va ufficializzato con atti formali e restituito agli organi competenti: in mancanza, il ciclo del controllo resta incompleto. La sola mobilità interna e il turnover non sostituiscono una rotazione programmata degli incarichi.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Lombardia ha esaminato i referti trasmessi dal Comune sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni negli esercizi 2020, 2021, 2022 e 2023, insieme alla documentazione allegata e al riscontro alla nota istruttoria.
Il referto è l’adempimento richiesto dall’art. 148 del TUEL ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, alle città metropolitane e alle province. Il questionario è strutturato secondo le Linee guida annuali della Sezione delle Autonomie e integra il quadro informativo per l’esame della regolarità e legittimità delle gestioni finanziarie dell’ente.
La Motivazione della Corte
Dall’esame dei referti e del riscontro istruttorio non sono emerse particolari criticità, ma alcune carenze operative e metodologiche nel sistema dei controlli. Esse riguardano ambiti distinti e sono state segnalate analiticamente in parte motiva.
Sul sistema dei controlli interni, per il 2023 l’ente ha dichiarato che alcuni report non sono stati approvati: due dei cinque report sulla qualità dei servizi a domanda individuale non sarebbero stati ufficializzati. Secondo le Linee guida, l’esito dei controlli deve essere ufficializzato con atti formali e trasmesso agli organi competenti per produrre effetti sul piano organizzativo e decisionale. La mancata restituzione costituisce una lacuna nel ciclo del controllo.
Sul controllo di regolarità amministrativa e contabile, il metodo di campionamento adottato prevede un’estrazione casuale semplice seguita da una scrematura basata su parole chiave. Si tratta di una modalità empirica e non ripetibile, che introduce elementi di soggettività, mentre le Linee guida richiedono metodi fondati su criteri statistici. Il dato è aggravato dall’assenza di irregolarità su 836 atti esaminati nel controllo contabile e 989 in quello tecnico-amministrativo, circostanza che induce a dubitare dell’efficacia del controllo.
Sul controllo di gestione, l’ente ha trasmesso regolarmente i referti ex art. 198-bis del TUEL. Per il 2020 e il 2021 gli indicatori di efficienza ed economicità sono stati validati dal Nucleo di Valutazione, ma non risultano ulteriori validazioni successive. Per il 2022 e il 2023 gli indicatori di risultato individuati nel PIAO non sono correlati a indicatori economici: manca così l’integrazione tra obiettivi, indicatori e risultati economici necessaria a valutare e correggere le scelte gestionali.
Sulla rotazione degli incarichi, la rotazione dirigenziale è avvenuta in via naturale per cessazioni, nuove assunzioni e riorganizzazione, senza programmazione. Per le posizioni ordinarie si è fatto ricorso alla mobilità interna e al turnover. La Sezione ribadisce che questi strumenti non sono sufficienti a garantire la prevenzione dei rischi corruttivi e richiama la necessità di una pianificazione esplicita.
Sul controllo sugli organismi partecipati, i bilanci risultano regolarmente approvati e avvenuta la conciliazione dei rapporti creditori e debitori con doppia asseverazione. Sul controllo della qualità dei servizi, la carta dei servizi non fissa standard qualitativi e manca un confronto strutturato e istituzionalizzato con gli stakeholder. La Sezione invita l’amministrazione a rimuovere le criticità segnalate e dispone la trasmissione della deliberazione al Sindaco, al Presidente del consiglio comunale e all’organo di revisione, la presa d’atto consiliare entro sessanta giorni e la pubblicazione sul sito istituzionale.
Nota della Redazione
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