Controlli interni degli enti locali: criticità e inviti della Sezione siciliana (Corte dei Conti Sez. contr. Sicilia n. 241 del 16.09.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il referto annuale che il Sindaco trasmette ai sensi dell’art. 148 del TUEL integra, per i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, il quadro informativo della Sezione regionale di controllo ai fini della verifica sulla regolarità e legittimità delle gestioni finanziarie. La Sezione di controllo, all’esito dell’esame dei referti, accerta i profili di criticità rilevanti per il recupero di un più elevato livello di adeguatezza del sistema dei controlli interni. Ne deriva l’invito all’Ente, con richiamo dell’attenzione del Segretario generale, ad adottare le iniziative necessarie al superamento delle criticità e a comunicarle alla Sezione. Il referto non è atto meramente ricognitivo: il mancato esercizio della funzione di controllo interno riduce il presidio sugli equilibri di bilancio e sulla regolarità della gestione.
Il Fatto
Il Comune di Palma di Montechiaro, con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana i due referti annuali sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni, redatti secondo le linee guida della Sezione delle autonomie, rispettivamente per gli esercizi 2020 e 2021.
Il Presidente istruttore ha deferito la decisione sui referti all’esame collegiale della Sezione. La questione attiene alla sussistenza e alla gravità delle criticità del sistema dei controlli interni dell’Ente nelle due annualità considerate.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dalla funzione dell’art. 148 del TUEL, come modificato dal d.l. n. 174/2012: il referto costituisce uno strumento ricognitivo che concorre a completare il controllo ai sensi dei commi 166 e seguenti dell’art. 1 della legge n. 266/2005 e a far emergere le irregolarità segnalate dagli organi di controllo interno. Richiamata la deliberazione n. 22/SEZAUT/2019/INPR, la Corte ribadisce che il rafforzamento dei controlli interni è presidio della sana gestione e dell’equità intergenerazionale.
Sul piano sostanziale, il funzionamento del controllo di regolarità amministrativa e contabile presenta profili di criticità suscettibili di soluzione: l’Ente ha utilizzato l’estrazione causale semplice quale tecnica di campionamento, senza orientare i controlli verso i settori già risultati critici negli esercizi precedenti. La Sezione rileva inoltre che il numero di atti dichiarati come sottoposti a controllo appare eccessivamente basso, indice di un’errata compilazione del questionario, e che non sono stati effettuati controlli, ispezioni o indagini su specifici uffici o servizi.
Il controllo di gestione presenta criticità, poiché lo stesso Ente ha dichiarato che tale controllo non è in grado di influenzare l’attività in corso di svolgimento. Può invece ritenersi adeguato il controllo strategico e complessivamente adeguato il controllo sugli equilibri finanziari, pur in assenza di ricostituzione della consistenza delle entrate vincolate utilizzate.
Quanto al controllo sugli organismi partecipati, la Sezione ne rileva l’adeguatezza strutturale ma invita l’Ente a definire gli indirizzi strategici ed operativi, a effettuare il monitoraggio sui contratti di servizio e ad incrementare gli indicatori. Il controllo sulla qualità dei servizi non può ritenersi adeguato: l’Ente non ha effettuato l’analisi della qualità effettiva dei servizi, non svolge indagini di soddisfazione degli utenti né confronti con altre amministrazioni. Quanto al lavoro agile, si invita l’Ente ad incrementare la percentuale di personale coinvolto, garantendo idonei sistemi di misurazione della performance.
Nota della Redazione
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