Controllo concomitante e insussistenza di irregolarità gestionali nel Piano Cultura (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 8 del 20.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo concomitante sulla gestione delle amministrazioni statali, la sussistenza di sopravvenienze imprevedibili e documentate — quali ritrovamenti archeologici, emergenze sanitarie e difficoltà di approvvigionamento — può giustificare lo slittamento dei termini di esecuzione e l’incremento dei costi di un’opera pubblica. Ove tali circostanze siano accertate e l’intervento risulti comunque concluso nel raggiungimento dell’obiettivo, non ricorrono irregolarità gestionali suscettibili di raccomandazione. Le variazioni contrattuali contenute nei limiti del quinto d’obbligo e delle opere supplementari ai sensi dell’art. 106 d.lgs. n. 50/2016 non integrano di per sé un vizio di gestione. Ne consegue l’insussistenza dei presupposti per l’attivazione del procedimento di cui all’art. 22, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 76/2020.

Il Fatto

Il Collegio del controllo concomitante presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha sottoposto a istruttoria l’investimento denominato PSC – Piano sviluppo e coesione Cultura, selezionando l’intervento “Gallerie degli Uffizi – completamento del progetto dei Nuovi Uffizi e valorizzazione del percorso culturale Palazzo Vecchio Uffizi Corridoio Vasariano”.

La verifica ha riguardato, in particolare, il primo lotto “Percorso Palazzo Vecchio – Corridoio Vasariano”, il cui quadro economico pre-gara prevedeva un importo di euro 9.957.201,68, poi rideterminato in euro 7.393.831,06 a seguito della gara. L’istruttoria ha fatto emergere un ritardato avvio dell’intervento e uno slittamento del termine di conclusione dei lavori dal 31.12.2022 al 26.10.2024, con un incremento di circa il 40% del costo dell’opera, in parte ricadente nel quinto d’obbligo e in parte in opere supplementari.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha ricostruito le cause del ritardo, individuandole in una pluralità di sopravvenienze sopravvenute in fase esecutiva. Il ritrovamento di elementi originali del Corridoio Vasariano ha reso impossibile procedere alle demolizioni inizialmente programmate e ha imposto una riconfigurazione degli impianti. Gli scavi archeologici hanno rilevato pareti appartenenti alla cerchia muraria della Firenze post-romana, contribuendo a rendere particolarmente complesse le demolizioni progettate.

L’Amministrazione ha inoltre evidenziato l’incidenza dell’epidemia da Covid-19 e la difficoltà di reperimento delle forniture dovuta alla crisi internazionale. Tali evenienze hanno condotto all’elaborazione di specifiche prescrizioni da parte del Soprintendente ai Beni Culturali e all’adeguamento del progetto, con riduzione di alcune lavorazioni e incremento di altre.

La Stazione Appaltante ha proceduto mediante un atto di sottomissione che ha comportato un aumento di spesa di euro 899.905,75, entro il limite del 20% dell’importo originario del contratto, ai sensi dell’art. 106, comma 12, d.lgs. n. 50/2016 e dell’art. 8, comma 2, del contratto originario. Ha poi autorizzato l’esecuzione di opere supplementari ai sensi dell’art. 106, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 50/2016, oggetto di un atto aggiuntivo per un importo di euro 998.747,15, entro il limite del 50% dell’importo originario, ai sensi dell’art. 106, comma 7, del medesimo decreto.

Il Collegio ha dato atto che, a fronte della differente interpretazione delle tempistiche tra contratto principale e atto aggiuntivo, la questione è stata rimessa al Collegio Consultivo Tecnico, che ha fissato al 30 settembre 2024 la nuova data di fine lavori. La fine dei lavori è stata poi certificata dal direttore dei lavori in data 26.10.2024 e l’apertura al pubblico del Corridoio è avvenuta il 21 dicembre 2024.

Alla luce di tali risultanze, il Collegio ha ritenuto l’intervento concluso e ha escluso la sussistenza di irregolarità gestionali tali da dare luogo a specifiche raccomandazioni. Ha altresì escluso i presupposti per l’attivazione del procedimento di cui all’art. 22, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 76/2020. La deliberazione è stata trasmessa alle Gallerie degli Uffizi, al Ministero della Cultura e alle Commissioni parlamentari competenti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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