Controllo della Corte dei conti sui conti dell’ASL e ritardi di bilancio (Corte dei Conti Sez. contr. Liguria n. 8 del 30.01.2025)
Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti esercitano sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale un controllo di legalità e regolarità finanziaria, funzionale alla tutela dell’unità economica della Repubblica e al coordinamento della finanza pubblica, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e seguenti, della legge n. 266/2005 e dell’art. 1, comma 3, del decreto-legge n. 174/2012. Accertati squilibri, mancata copertura di spese o violazione di norme poste a garanzia della regolarità della gestione, l’amministrazione deve adottare entro sessanta giorni i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri. La tardiva approvazione del bilancio d’esercizio delle aziende sanitarie costituisce grave irregolarità, perché compromette la funzione del bilancio rispetto ai controlli interni ed esterni e alla successiva attività di programmazione e gestione del sistema sanitario. Un risultato di esercizio che dipende da poste straordinarie non replicabili o da incrementi di finanziamento esterno non garantiti non integra un equilibrio strutturale e sostenibile.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Liguria ha esaminato la relazione del Collegio sindacale dell’ASL 3 sul bilancio d’esercizio 2022, resa in attuazione delle linee guida approvate dalla Sezione delle Autonomie con la deliberazione n. 14/2023/INPR. All’esito dell’istruttoria avviata il 26 marzo 2024 e delle controdeduzioni dell’Azienda, sono residue potenziali irregolarità amministrativo-contabili che hanno indotto il magistrato istruttore a richiedere l’esame collegiale in contraddittorio.
La questione centrale riguarda la tenuta degli equilibri economico-finanziari dell’ente sanitario: tempi di approvazione dei bilanci, copertura delle funzioni non tariffate, gestione della spesa per lavoro flessibile, acquisti centralizzati, tempi di pagamento dei fornitori e dei tempi di attesa delle prestazioni.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro delle proprie attribuzioni. I controlli previsti dalle leggi n. 266/2005 e n. 213/2012 si collocano su un piano distinto rispetto a quelli sulla gestione amministrativa fondati sull’art. 3 della legge n. 20/1994, soprattutto in relazione agli esiti, e sono stati ritenuti compatibili con l’autonomia regionale in forza dell’interesse alla legalità finanziaria, secondo la giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 60/2013 e n. 40/2014). Il vaglio sull’equilibrio economico-finanziario complessivo si raccorda agli artt. 81, 119 e 120 Cost., anche nel quadro dell’art. 2, comma 1, della legge costituzionale n. 1/2012.
Sul primo versante, la Sezione accerta ritardi significativi nell’approvazione del bilancio 2022, adottato dall’Azienda il 18 gennaio 2024 e approvato dalla Regione l’8 marzo 2024, a fronte dei termini di legge del 30 aprile e del 31 maggio 2023. Le giustificazioni addotte — poste contabili indicate dal Tavolo interministeriale LEA, variazioni nella riconciliazione dei crediti, migrazione al sistema AREAS — non elidono il giudizio di grave irregolarità, ribadito in continuità con la deliberazione della Sezione regionale per il Piemonte n. 123/2017/PRSS.
Quanto al risultato di esercizio, il pareggio del 2022 è stato garantito dal disaccantonamento di circa 14 milioni di euro del fondo ferie maturate e non godute: operazione non ripetibile, che il magistrato istruttore ha qualificato come componente non ricorrente. La Sezione sottolinea che un ente solido deve coprire le spese correnti con risorse ordinarie, non con poste straordinarie o incrementi di finanziamento regionale non garantiti continuativamente.
Sugli altri capitoli la Sezione rileva l’inadeguatezza del finanziamento delle funzioni non tariffate rispetto ai costi effettivi, con delta negativo crescente; l’aumento del ricorso al lavoro flessibile; il ricorso a procedure autonome di acquisto superiore alla media regionale e nazionale; e un peggioramento della tempestività dei pagamenti, con incremento degli interessi di mora. Sui tempi di attesa accerta l’aumento delle prestazioni con indice di performance rosso e i ritardi nelle prime visite NPIA.
La Sezione accerta le irregolarità, invita l’Azienda e la Regione ad adottare le misure correttive indicate nelle rispettive competenze e dispone la trasmissione della deliberazione agli organi regionali e aziendali, nonché la pubblicazione ai sensi dell’art. 31 del d.lgs. n. 33/2013.
Nota della Redazione
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