Criticità dei controlli interni e misure correttive dell’ente locale (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 121 del 25.03.2025)

Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, nell’ambito del controllo di legittimità e regolarità delle gestioni, verificano annualmente il funzionamento del sistema integrato dei controlli interni degli enti locali ai sensi dell’art. 148 del TUEL. Il referto annuale sul funzionamento dei controlli interni non è un mero adempimento formale, ma lo strumento attraverso cui l’ente locale rappresenta punti di forza e debolezza del proprio sistema di controllo. Il corretto funzionamento del sistema dei controlli interni costituisce presidio per l’osservanza degli obblighi di finanza pubblica e per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. L’assenza o l’inadeguatezza degli strumenti e delle metodologie di controllo interno legittima l’attivazione, presso le Sezioni giurisdizionali, del giudizio per l’irrogazione di sanzioni pecuniarie agli amministratori. La Sezione di controllo, rilevate le criticità, invita l’ente ad adottare idonee misure correttive e ne richiede puntuale comunicazione.

Il Fatto

Il Comune di Marcianise (CE) ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo per la Campania, tramite il sistema LimeFit, i referti sul funzionamento del sistema dei controlli interni relativi agli esercizi 2022 e 2023, rispettivamente in data 29 settembre 2024 e 17 ottobre 2024. I due referti sono stati esaminati congiuntamente al fine di un più tempestivo allineamento delle annualità in verifica.

All’esito dell’istruttoria e del deferimento collegiale, la Sezione ha rilevato, allo stato degli atti, la presenza di criticità nel funzionamento del sistema integrato dei controlli interni dell’ente, con particolare riguardo al controllo di gestione, al controllo sugli organismi partecipati e al controllo sulla qualità dei servizi. La questione giunge all’esame della Sezione nell’esercizio della funzione di verifica annuale demandata dall’art. 148 del TUEL.

La Motivazione della Corte

La Sezione ricostruisce preliminarmente l’assetto normativo dei controlli interni delineato dalla riforma del 2012 e dalle linee guida della Sezione delle Autonomie. Il sistema integrato si articola in distinte tipologie: il controllo di regolarità amministrativa e contabile, il controllo di gestione, il controllo strategico, il controllo sugli equilibri finanziari, il controllo sugli organismi partecipati e il controllo sulla qualità dei servizi. Ciascuna tipologia concorre alla conformazione dell’azione amministrativa ai canoni di legalità, efficienza ed efficacia.

Quanto al controllo di regolarità amministrativa e contabile, la Corte rileva che, per l’annualità 2023, i responsabili dei servizi non hanno relazionato in ordine ai riflessi diretti e indiretti sulla situazione economico-finanziaria, ostacolando la resa del parere di regolarità contabile. La Sezione censura inoltre il ricorso alla sola tecnica dell’estrazione casuale semplice per la scelta degli atti da sottoporre a controllo successivo, giudicandola insufficiente a intercettare gli atti delle aree a maggior rischio.

In materia di controllo di gestione, l’ente ha dichiarato di non aver trasmesso il referto ex art. 198-bis del TUEL, per carenza di personale e per la mancata costituzione dell’ufficio dedicato. La Corte richiama l’ente al rispetto degli artt. 198 e 198-bis del TUEL e raccomanda l’adozione di metodologie organizzative idonee a produrre report periodici. Sul controllo strategico, la Sezione rileva la mancata integrazione con il controllo di gestione e l’assenza di misure di rotazione del personale tra le azioni di prevenzione della corruzione, richiedendo adeguata motivazione nel PTPCT.

Il controllo sugli organismi partecipati risulta privo di una struttura dedicata ai sensi dell’art. 147-quater del TUEL, nonostante l’ente detenga numerose partecipazioni. La Sezione invita a dotarsi di tale sistema e a monitorare le procedure di liquidazione, alienazione e dismissione in corso. Quanto al controllo sulla qualità dei servizi, la Corte rileva l’assenza di indagini di soddisfazione degli utenti e di benchmarking. Infine, sull’appendice PNRR, la Sezione ravvisa potenziali criticità, invitando a potenziare il sistema di controllo e ad attivare misure autocorrettive.

All’esito di tale analisi la Sezione accerta, allo stato degli atti, la presenza di criticità e richiama il disposto dell’art. 148, comma 4, del TUEL, che consente alle Sezioni giurisdizionali l’irrogazione di sanzioni pecuniarie agli amministratori in caso di assenza o inadeguatezza degli strumenti di controllo. L’ente è invitato ad adottare idonee misure correttive e a comunicare le iniziative intraprese con apposita relazione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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