Controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’IISG: attuazione PNRR e sostenibilità della spesa del personale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 142 del 28.07.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca non strumentali, verifica la regolarità della gestione e la sostenibilità delle spese del personale. Tale sostenibilità è valutata applicando la percentuale dell’80 per cento alla media delle entrate correnti accertate nel triennio precedente, ai sensi dell’art. 9, comma 2, del d.lgs. 25 novembre 2016, n. 218. La partecipazione dell’ente a iniziative finanziate con fondi del PNRR richiede l’adozione di un piano di gestione, monitoraggio, controllo e rendicontazione, pur non essendo indispensabile una struttura dedicata per enti di ridotte dimensioni. L’utilizzo dell’avanzo di amministrazione non vincolato deve essere disposto nel rispetto di un’adeguata e previa programmazione.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto italiano di studi germanici (IISG) per l’esercizio 2024. L’IISG, ente di ricerca non strumentale sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca, ha trasmesso il rendiconto generale per l’esercizio 2024, corredato dalle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori. L’esito del controllo, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, viene riferito alle Presidenze delle due Camere del Parlamento, considerando anche i fatti più rilevanti intervenuti successivamente alla chiusura dell’esercizio.

La Motivazione della Corte

La Corte, nell’ambito della propria attività di controllo, ha esaminato l’attuazione di due progetti finanziati dal PNRR, di cui uno approvato nel 2023 ed uno nel 2025, verificando l’allineamento dell’attuazione alle previsioni e l’avvenuta realizzazione degli obiettivi al 31 dicembre 2025.

È stata verificata la sostenibilità della spesa per il personale. La Corte ha preso atto che la percentuale di tale spesa, calcolata sulla media delle entrate correnti del triennio 2022-2024, risulta pari al 46,11 per cento, quindi entro il limite dell’80 per cento previsto dall’art. 9, comma 2, del d.lgs. n. 218 del 2016.

La relazione si è poi concentrata sui risultati della gestione finanziaria 2024 che si è chiusa con un avanzo di competenza e un avanzo di amministrazione in aumento rispetto all’esercizio precedente. Il conto economico ha evidenziato un avanzo economico in calo, dovuto all’aumento dei costi della gestione. La Corte ha infine richiamato la necessità che l’utilizzo delle somme derivanti dall’avanzo di amministrazione libero sia disposto in conformità a un’idonea e previa programmazione.

In conclusione, la Corte ha rilevato una gestione finanziaria complessivamente positiva per l’esercizio 2024, con l’avvio a regime dell’attività di programmazione integrata. L’organo di controllo ha, tuttavia, posto l’accento sulla necessità di una attenta e programmata gestione delle risorse, anche in considerazione delle prospettate criticità finanziarie future segnalate dal Ministero vigilante.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *