Controllo sulla gestione finanziaria della società in house del Ministero della cultura (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 166 del 29.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria della società in house a controllo pubblico integra una verifica di legalità economica e di regolarità contabile, con autonomia rispetto al giudizio di bilancio. La verifica non si esaurisce nell’accertamento della correttezza formale dei dati, ma si estende alla sostenibilità dei costi e all’equilibrio economico-finanziario della gestione. Il controllo è funzionale alla più efficiente ed economica gestione delle risorse umane, valorizzando formazione e riallocazione delle unità lavorative. Il referto approdato al Parlamento ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958 non è provvedimento sanzionatorio, ma atto di ricognizione critica della gestione. Le raccomandazioni richiamano i principi di concorrenza e rotazione negli affidamenti diretti e l’uso dei sistemi centralizzati di acquisto.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, l’esito del controllo sulla gestione finanziaria della società in house partecipata al cento per cento dal Ministero della cultura, per l’esercizio 2023. La verifica ripercorre organi sociali, personale, attività istituzionale e risultati economico-patrimoniali.

Il bilancio 2023 è stato approvato dall’organo di amministrazione in data 28 marzo 2024 e le relazioni del revisore e del Collegio sindacale hanno attestato correttezza e veridicità. La precedente relazione della Corte per l’esercizio 2022 era stata approvata con la determinazione n. 105 e pubblicata negli atti parlamentari.

La Motivazione della Corte

La Corte qualifica la società come soggetto in house, soggetto pagatore rispetto a numerosi progetti finanziati con fondi europei, nazionali e regionali, per i quali non ha autonomia gestionale. La mancata rendicontazione dei destinatari mantiene i fondi nelle giacenze liquide, questione già segnalata in sede precedente e che la Sezione richiama all’attenzione del ministero vigilante e del Ministero dell’economia.

Sul profilo del personale, la Corte rileva l’organico a 1.982 unità contro 1.722 dell’esercizio precedente e segnala l’incremento dei costi, passati da 69,9 a 80,2 mln. Evidenzia la necessità che gli organi sociali e l’azionista vigilino sull’aumento dei costi dei dipendenti e di quelli da lavoro interinale, nell’ottica dell’equilibrio di bilancio, in applicazione dell’art. 19, commi 2 e 5, del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175. Raccomanda una gestione più efficiente ed economica delle risorse umane, con rafforzamento della formazione e riallocazione delle unità lavorative.

Sul fronte dell’attività negoziale, i complessivi costi per affidamenti diretti incidono in misura rilevante, pari al 65 per cento, sui costi totali delle acquisizioni, mentre il ricorso ai sistemi centralizzati Consip-Mepa risulta esiguo. La Sezione raccomanda il rispetto del principio di concorrenza e rotazione e la puntuale applicazione delle disposizioni sugli acquisti centralizzati.

Relativamente al PNRR, il d.l. n. 80 del 2021, convertito dalla legge n. 113 del 2021, ha autorizzato il Ministero della cultura ad avvalersi della società per l’attuazione degli interventi, con un contributo annuo definito dall’art. 51 del d.l. n. 50 del 2022. La società, tuttavia, ha risposto negativamente alla ricognizione, non risultando soggetto attuatore di iniziative PNRR e prestando esclusivamente assistenza tecnica e supporto specialistico.

Sul piano patrimoniale ed economico, l’attivo cresce di oltre 7 mln, per effetto delle maggiori commesse e dei crediti verso la controllante e tributari. Il patrimonio netto aumenta di 0,7 mln e i debiti si attestano a 89 mln. Il risultato economico d’esercizio si fissa a 7,7 mln, in aumento rispetto ai 7,4 mln del 2022, con valore della produzione a 105,4 mln e costi a 93,5 mln.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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