Controllo Corte dei conti su AdSP Mar Ligure Orientale, esercizi 2023-2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 161 del 04.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale, verifica la legittimità e la regolarità della gestione, nonché il funzionamento dei controlli interni, riferendo al Parlamento l’esito dell’attività svolta. Nell’ambito di tale controllo, la Corte valuta la corretta tenuta dei bilanci e degli strumenti di programmazione, l’efficienza nella riscossione delle entrate e nell’attuazione degli investimenti, nonché il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e delle procedure di affidamento dei contratti pubblici. La deliberazione di referto non incide sulla validità degli atti di gestione, ma costituisce lo strumento per segnalare criticità e raccomandare interventi correttivi all’ente controllato.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di sistema portuale (AdSP) del Mar Ligure Orientale, ente pubblico non economico istituito con d.lgs. n. 169/2016 dalla fusione delle soppresse Autorità portuali di La Spezia e Marina di Carrara, per gli esercizi 2023 e 2024. L’attività di controllo è stata svolta ai sensi dell’art. 6, comma 9, della legge n. 84/1994 e della legge n. 259/1958, esaminando i rendiconti generali, le relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori e gli altri atti dell’Ente.
La Motivazione della Corte
La Corte ha accertato una gestione finanziaria complessivamente regolare, con un avanzo di amministrazione in crescita nel 2023 (da 70,8 a 77,8 milioni di euro) ma in forte calo nel 2024 (fino a 30,2 milioni), a causa delle maggiori spese in conto capitale. Ha poi osservato un miglioramento della capacità di riscossione dei residui, che passa dal 6,18% del 2022 al 25,69% del 2023, pur registrando un nuovo rallentamento nel 2024 (10,04%).
Riguardo alle entrate, la Corte segnala la rideterminazione dei canoni demaniali per il 2024 sulla base delle indicazioni del Ministero vigilante, nonché l’impatto della sentenza del TAR Lazio n. 13 del 2025 che ha annullato il decreto direttoriale che aveva incrementato del 25,15% le misure unitarie dei canoni. La Corte ha anche rilevato un incremento della spesa per il personale del 10,3% nel 2023, in parte riconducibile alla vacatio del Segretario generale nel 2022, e ha sottolineato la necessità di un attento monitoraggio della dinamica, pur registrando un primo segnale di contenimento nel 2024 (-0,8%).
Un profilo di particolare rilievo riguarda l’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR e dal PNC. La Corte evidenzia che, alla data dell’ottavo monitoraggio (31 dicembre 2025), su 8 progetti PNRR di competenza dell’Ente solo uno risulta concluso, mentre per gli altri gli obiettivi non risultano ancora raggiunti, con ritardi nell’avvio degli interventi. Sul fronte del PNC, inoltre, l’Ente non ha trasmesso alcun dato per il monitoraggio, nonostante la relazione annuale per il 2024 riferisca della cantierizzazione di entrambi gli interventi.
Infine, la Corte ha esaminato l’attività contrattuale, riscontrando un ricorso molto elevato all’affidamento diretto (133 procedure nel 2023 e 138 nel 2024), richiamando l’Ente al rigoroso rispetto del codice dei contratti pubblici. Con riferimento alle partecipazioni societarie, ha preso atto dell’acquisizione di ulteriori quote della società Ce.P.I.M. S.p.A. (dal 0,74% al 3,18%), evidenziando una nota integrativa al rendiconto 2024 che qualifica impropriamente come “nulla osta” la delibera di non luogo a deliberare della stessa Sezione, resa ai sensi dell’art. 5, comma 3, del TUSP.
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Nota della Redazione
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