Controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 65 del 25.06.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria delle Autorità di bacino distrettuale, enti pubblici non economici sottoposti alla legge n. 259 del 1958, non si esaurisce nella verifica degli equilibri di bilancio, ma investe la regolarità degli assetti contabili e l’adeguatezza dei meccanismi di governo dell’Ente. La mancata valorizzazione del fondo rischi e oneri, quando esistano accantonamenti nell’avanzo vincolato che avrebbero dovuto trovare riscontro nel bilancio economico-patrimoniale, integra un’anomalia contabile che l’Ente è tenuto a sanare. La perdurante inoperatività della Segreteria tecnico-operativa e la scadenza non rinnovata del Collegio dei revisori dei conti, oltre il termine di prorogatio, incidono negativamente sulla gestione e impongono una celere formalizzazione degli organi. Il consistente avanzo di amministrazione non utilizzato richiede una corretta programmazione degli interventi, riservandosi la Sezione ulteriori approfondimenti.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale per l’esercizio 2023. Il rendiconto generale, il secondo predisposto dall’Ente dopo l’avvio della gestione ordinaria di bilancio dal 1° gennaio 2022, è stato adottato dalla Conferenza istituzionale permanente e approvato con decreto interministeriale del 15 luglio 2024, n. 261.
Il referto esamina l’ordinamento dell’Ente, le risorse umane, l’attività istituzionale e negoziale, la gestione finanziaria ed economico-patrimoniale, con specifica attenzione alle anomalie contabili e agli assetti organizzativi.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto il quadro ordinamentale. Le Autorità di bacino distrettuale trovano fondamento negli artt. 63 e 64 del d.lgs. n. 152 del 2006, come modificati, e operano sotto la vigilanza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Solo con il d.m. n. 294 del 25 ottobre 2016 è stata data attuazione alla riforma, con un iter costitutivo particolarmente complesso. In conseguenza di tale concatenazione di ritardi, la gestione finanziaria è proseguita fino al 31 dicembre 2021 attraverso contabilità speciali, con una rilevante anomalia per enti pubblici non economici soggetti alle regole del d.p.r. n. 97 del 2003.
Sul piano organizzativo, la Sezione rileva che la Segreteria tecnico-operativa non è mai stata resa operativa come organo; le convocazioni sono avvenute informalmente mediante e-mail e non sono mai state verbalizzate. La Corte ritiene necessaria una rapida formalizzazione delle decisioni. Quanto al Collegio dei revisori dei conti, scaduto a fine 2024, la procedura di nomina non risulta conclusa ed è ampiamente trascorso il periodo di prorogatio di 45 giorni di cui all’art. 3, comma 1, del d.l. n. 293 del 1994; la mancanza di operatività dell’organo di controllo comporta evidenti ripercussioni negative sulla gestione.
L’esercizio chiude con un disavanzo finanziario di competenza di euro 2.782.389, derivante dal risultato positivo di parte corrente di euro 4.034.981 e dal risultato negativo di parte capitale di euro 6.817.370. L’avanzo di amministrazione ammonta a euro 15.227.813, di cui la parte vincolata è pari a euro 2.681.137. Residua una parte di avanzo non utilizzabile nell’esercizio 2024 per euro 12.199.924; la Sezione raccomanda una corretta programmazione degli interventi e si riserva un approfondimento specifico sull’utilizzo dell’avanzo non vincolato.
Sotto il profilo patrimoniale, la Corte sottolinea che desta perplessità la mancata valorizzazione del fondo rischi e oneri. Quanto accantonato nell’avanzo vincolato avrebbe dovuto trovare riscontro nel bilancio economico-patrimoniale; si ritiene necessario, per il futuro, sanare tale anomalia contabile. Il patrimonio netto è pari a euro 18.592.185, il risultato economico d’esercizio a euro 7.165.091. La Sezione raccomanda inoltre maggiore attenzione nella gestione dei residui e la prosecuzione delle azioni di digitalizzazione, fondamentali per l’efficiente svolgimento dei compiti istituzionali.
Nota della Redazione
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