Controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 130 del 30.09.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui rendiconti delle Autorità di sistema portuale, previsto dall’art. 6, comma 9, della legge n. 84 del 1994 e disciplinato dalla legge n. 259 del 1958, costituisce controllo esterno sulla gestione finanziaria, con cui la Sezione riferisce al Parlamento il risultato dell’esame del rendiconto e delle vicende successive di maggior rilievo. L’emersione di un avanzo di competenza in conto capitale non deriva da una espansione della capacità di spesa dell’ente, ma dalla competenza finanziaria “corretta”, che impone l’imputazione di entrate e uscite alla data di perfezionamento dell’obbligazione giuridica. La prassi consolidata di assumere automaticamente impegni a pareggio degli accertamenti su finanziamenti vincolati è foriera di effetti distorsivi sulla gestione dei residui e sull’avanzo di amministrazione. L’avanzo vincolato deve ricomprendere tutte le entrate a destinazione vincolata e i residui da conservare in bilancio, non le sole somme introitate nell’esercizio. Il passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economico-patrimoniale presuppone l’adozione del regolamento di amministrazione e contabilità di cui all’art. 6, comma 8, della legge n. 84 del 1994 e una rilevazione analitica per centri di costo.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il rendiconto generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, relativo all’esercizio finanziario 2022, trasmesso con le relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori. L’ente, istituito con la denominazione originaria di Autorità portuale di Trieste e trasformato per effetto del d.lgs. 4 agosto 2016, n. 169 e del successivo d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 232, ha assorbito dal 2018 anche le funzioni sul porto di Monfalcone.
Il referto riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo, unitamente al rendiconto e alle relazioni degli organi di amministrazione e revisione. Oggetto dell’esame sono i risultati contabili, la gestione del personale, la programmazione delle opere e lo stato di attuazione dei progetti finanziati con le risorse complementari al Pnrr.
La Motivazione della Corte
Il quadro contabile dell’esercizio chiude con un avanzo di competenza di oltre 127 milioni e un avanzo di amministrazione di circa 130,8 milioni, in crescita di oltre 125 milioni sul 2021. La Corte ricondue l’eccezionale risultato alla seconda tranche del finanziamento statale di 416,5 milioni per gli interventi complementari al Pnrr, pari a circa 89,7 milioni, e al mutuo con la Banca europea per gli investimenti. Sul piano metodologico, il risultato riflette l’adozione del criterio della competenza finanziaria “corretta”, che ha interrotto la prassi di imputare a pareggio entrate e uscite relative ai finanziamenti vincolati.
La Sezione rileva che tale prassi generava un artificioso accumulo di residui passivi privi di un effettivo titolo di spesa, con effetti distorsivi sulla gestione dei residui e sull’avanzo. L’interruzione, sollecitata dalla Corte e dai Ministeri vigilanti, ha fatto emergere un ampio avanzo in conto capitale, dovuto alla mancata assunzione degli impegni a pareggio e alle coeve economie di bilancio confluite nel risultato di amministrazione.
Sul piano organizzativo, la Corte segnala il disallineamento tra consistenza effettiva del personale e pianta organica, con scoperture tra i quadri e soprannumeri tra gli impiegati. La spesa per il personale cresce del 12,6 per cento, con gli oneri da contrattazione decentrata integrativa in aumento del 41,6 per cento e un’incidenza salita al 26,9 per cento. Gli oneri di funzionamento raggiungono il 26,9 per cento delle spese correnti, percentuale ritenuta eccessivamente elevata anche dal Ministero vigilante. Rilievi specifici riguardano la mancata osservanza dei criteri Anac nella scelta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, affidato in via transitoria al Segretario generale e poi a un Capo Area, pur in presenza di una dotazione di dirigenti di ruolo.
Quanto agli investimenti, i 22 progetti Pnrr presentano un costo previsto di 468,7 milioni, anticipazioni per 253 milioni e pagamenti per 31,2 milioni al 31 dicembre 2023. Il progetto di collegamento di ultimo miglio del terminal portuale al Punto franco nuovo è l’unico a non aver raggiunto gli obiettivi programmati, essendo ancora nella fase di autorizzazione e validazione della progettazione. Sul sistema contabile, la Corte rileva l’assenza del nuovo regolamento di amministrazione e contabilità e di una contabilità integrata per centri di costo, che impediscono il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale e la predisposizione di un adeguato sistema di indicatori di risultato. La Sezione invita infine a ricostituire l’intera quota vincolata dell’avanzo, ricomprendendovi le somme vincolate al trattamento di fine rapporto.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.