Controllo sulla gestione finanziaria INRiM: avanzo in calo e aumento dei costi (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 68 del 11.06.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, esercitato ai sensi dell’art. 12 della l. n. 259 del 1958, si conclude con una relazione al Parlamento che dà conto dell’andamento economico-patrimoniale e delle vicende gestionali di maggior rilievo. La funzione non è sanzionatoria ma di garanzia informativa: la Corte valuta la regolarità contabile e amministrativa, la coerenza tra programmazione e risultati e il rispetto dei vincoli di finanza pubblica. L’INRiM, ente dotato di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile, è soggetto al controllo ai sensi dell’art. 18 del d.lgs. n. 38 del 2004, con le modalità dell’art. 12 della citata legge. Il risultato del controllo viene comunicato alle Presidenze delle due Camere insieme al bilancio di esercizio, corredato delle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il bilancio di esercizio 2023 dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica, ente pubblico di ricerca con sede a Torino e vigilato dal Ministero dell’università e ricerca, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della l. n. 259 del 1958, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori.

L’esercizio 2023 si chiude con un avanzo di euro 612.240, in flessione dell’83,8 per cento rispetto ai 3.787.448 euro del 2022, mentre il valore della produzione sale a 44.670.142 euro (+9,3 per cento) e i costi della produzione crescono a 42.913.318 euro (+19,1 per cento). La Corte riferisce alle Camere sul risultato del controllo e sulle vicende di maggior rilievo intervenute successivamente.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce in primo luogo l’assetto ordinamentale e organizzativo. L’Istituto svolge le funzioni di istituto metrologico primario ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 273, istitutiva del Sistema nazionale di taratura, ed è dotato di un sistema contabile di tipo economico-patrimoniale adottato in applicazione dell’art. 10, comma 1, del d.lgs. 25 novembre 2016, n. 218, con schemi civilistici. La relazione esamina i costi degli organi, pari a euro 87.774 nel 2023 contro 73.333 euro del 2022 (+19,7 per cento), con un aumento dei rimborsi spese riconducibile a visite istituzionali del Presidente.

Sul personale, il costo complessivo passa da 17.891.126 a 21.810.432 euro (+21,91 per cento), con incremento delle procedure di progressione economica ex art. 15 del CCNL e un aumento dell’83,4 per cento del fondo per il miglioramento dell’efficienza. La Corte rileva come l’aumento del costo del personale strutturato vada nella direzione opposta rispetto a quello degli assegni di ricerca, scesi a 419.027 euro, in virtù delle stabilizzazioni di personale precario avvenute nella seconda metà del 2022.

La parte più rilevante riguarda il PNRR. L’Ente partecipa come soggetto attuatore con ventotto progetti approvati, per un importo complessivo di 108.057.847 euro, di cui ventisei avviati ed in esecuzione. Il progetto più rilevante è ENTRANCE@ENL, pari a 75.165.078 euro, che costituisce il 69,6 per cento dell’importo totale. L’Ente ha trasmesso la documentazione relativa al sesto monitoraggio in data 15 gennaio 2025.

Sul piano contabile, la Corte evidenzia la riduzione del patrimonio netto del 19,8 per cento, dovuta in particolare alla riclassificazione del Fondo EMP dalle altre riserve agli altri fondi per rischi e oneri, data la sua natura di provvista per spese future. I debiti complessivi aumentano del 61,49 per cento, con i debiti verso fornitori più che raddoppiati per la concentrazione degli acquisti nell’ultimo mese dell’esercizio. I ratei e risconti passivi crescono del 25,8 per cento, per il maggior valore di progetti avviati e per contributi agli investimenti destinati alle nuove sedi di Firenze e Matera.

La Corte dà infine atto del rispetto delle norme di contenimento della spesa, attestato dal Collegio dei revisori, con versamenti al bilancio dello Stato per complessivi 102.884 euro a fronte delle norme disapplicate e conferma del rispetto del limite di spesa per acquisto di beni e servizi, elevato a 7.487.286 euro in virtù dei maggiori ricavi dell’ultimo bilancio chiuso. L’esercizio si chiude con un avanzo finanziario di 9.090.994 euro, coincidente con il saldo tra riscossioni e pagamenti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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