Controllo gestione finanziaria Lilt disavanzo sede centrale tenuta aggregato (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 71 del 27.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici sottoposti a vigilanza si conclude con un referto al Parlamento che accerta i risultati contabili e ne valuta la sostenibilità. Il giudizio non si esaurisce nell’esame del solo risultato di competenza, ma investe la struttura dei residui, la capacità di autofinanziamento e la dipendenza da trasferimenti pubblici. Un disavanzo di competenza della sede centrale, accompagnato da un indice di copertura della spesa corrente superiore all’unità, segnala una criticità di sostenibilità che la Corte è tenuta a rappresentare. Il perdurante accumulo di residui passivi, in particolare su progetti pluriennali, impone un monitoraggio più incisivo in sede di riaccertamento. L’ente è pertanto invitato a potenziare le entrate autoprodotte per ridurre la dipendenza dal contributo statale.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato il conto consuntivo per l’esercizio 2022 della Lega italiana per la lotta contro i tumori, ente pubblico non economico sottoposto a controllo ai sensi della legge n. 259 del 1958. Il referto riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’Ente.
La Lilt opera tramite una sede centrale e 106 associazioni provinciali, enti di natura privatistica. La Corte ha esaminato separatamente il rendiconto della sede centrale e il bilancio aggregato, esaminando i profili contabili, patrimoniali e di gestione del personale e delle attività istituzionali.
La Motivazione della Corte
Il rendiconto della sede centrale evidenzia un disavanzo di competenza pari a 532.921 euro, in inversione rispetto all’avanzo dell’esercizio precedente. La causa è individuata nell’aumento delle spese correnti, cresciute dell’85,40 per cento, cui ha corrisposto un contributo statale inferiore alle attese. L’indice di copertura della spesa corrente sale al 110,1 per cento, segnalando che le spese correnti superano le entrate correnti.
La Corte rileva che le entrate da trasferimenti incidono per il 95,22 per cento sulle entrate correnti della sede centrale. Da qui l’avviso che l’Ente debba attivarsi per potenziare le entrate autoprodotte, poiché l’importo dei trasferimenti pubblici resta preponderante.
Sul fronte dei residui, i passivi pregressi incidono per il 52,11 per cento sugli impegni di competenza e i residui passivi complessivi crescono del 61,39 per cento. La parte più consistente è ricondotta a progetti di ricerca di durata pluriennale. La Corte sottolinea la necessità di un monitoraggio più incisivo per lo smaltimento o l’eliminazione dei residui in sede di riaccertamento.
Il conto economico della sede centrale chiude con un risultato negativo di 403.975 euro e il patrimonio netto si riduce del 4,04 per cento. Il rendiconto aggregato presenta un disavanzo di competenza di 1.442.112 euro, in riduzione rispetto all’esercizio precedente, mentre il conto economico aggregato mantiene un risultato positivo di 2.601.578 euro, in flessione del 16,77 per cento.
Nota della Redazione
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