Ritardo nel passaggio alla contabilità economico-patrimoniale e residui impropri (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 72 del 27.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
Gli enti pubblici di ricerca sono tenuti, ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 218 del 2016, ad adottare sistemi di contabilità economico-patrimoniale anche per il controllo analitico della spesa per centri di costo. Il permanere di un sistema di sola contabilità finanziaria, con il mantenimento in bilancio di residui impropri privi di obbligazioni giuridicamente perfezionate, integra una criticità gestionale e contabile che la Corte dei conti, in sede di controllo, censura e rispetto alla quale sollecita l’adozione del nuovo regolamento di amministrazione, contabilità e finanza. La mancata riconciliazione tra il valore patrimoniale dei debiti e l’importo dei residui passivi conferma l’irregolarità e impone l’adozione degli strumenti contabili conformi ai principi di contabilità pubblica.
Il Fatto
Con la determinazione in esame la Corte dei conti riferisce al Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria del Consiglio Nazionale delle Ricerche per l’esercizio 2022. L’Ente, sottoposto al controllo ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, ha trasmesso il rendiconto generale con le relazioni degli organi amministrativo e di revisione.
La questione centrale attiene al mancato adeguamento dell’ordinamento contabile interno. Il nuovo regolamento di amministrazione, contabilità e finanza, approvato dal Consiglio di amministrazione con deliberazione n. 99 del 18 aprile 2019, non è stato ancora perfezionato, nonostante le osservazioni formulate dal Ministero vigilante con note del maggio 2019 e le sollecitazioni del Collegio dei revisori.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dalla constatazione che l’Ente continua a dotarsi di un sistema di contabilità finanziaria, mentre l’art. 10 del d.lgs. n. 218 del 2016 impone agli enti pubblici di ricerca l’adozione di sistemi di contabilità economico-patrimoniale. Il passaggio presuppone un regolamento contabile che superi la logica finanziaria e si conformi ai principi della contabilità generale e ai principi contabili dell’Organismo italiano di contabilità.
Il nodo irrisolto riguarda il mantenimento in bilancio dei residui impropri, relativi a programmi e progetti di ricerca pluriennali: si tratta di poste iscritte nella categoria dei residui ancorché non sorrette da obbligazioni giuridicamente perfezionate. Tale regola contabile non è in linea con l’art. 40 del d.P.R. n. 97 del 2003, applicabile agli enti di ricerca, né con i principi di contabilità pubblica della legge n. 196 del 2009.
La Corte sottolinea il contrasto tra il valore patrimoniale dei debiti, pari a 178,24 milioni, e l’importo dei residui passivi, pari a 951,89 milioni. Lo scostamento è riconducibile, in parte, alla permanenza dei residui impropri anche di esercizi precedenti, che in sostanza costituiscono accantonamenti programmatici e non debiti effettivi. Da qui l’esigenza di procedere alla riconciliazione tra i due valori, con evidenza nella nota integrativa.
La Corte rileva inoltre che l’avanzo di amministrazione, pari a 406,47 milioni, è in prevalenza vincolato. Una parte rilevante dell’avanzo disponibile risultava già applicata al bilancio di previsione 2023, mentre l’art. 13, comma 1, della legge n. 243 del 2012 ne consente l’utilizzo, nella misura effettivamente realizzata, solo dopo l’approvazione del rendiconto.
La Corte stigmatizza infine i ritardi nel procedimento di adozione del nuovo regolamento contabile, che ostacolano la transizione verso la contabilità economico-patrimoniale e si riflettono sull’equilibrio della gestione. L’Ente è invitato a proseguire un percorso di prudente gestione finanziaria, avendo il differenziale tra valori e costi della produzione registrato una netta contrazione rispetto all’esercizio precedente.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.