Effetti ultra partes del giudicato sull’atto di delimitazione demaniale (TAR Lazio n. 391 del 08.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’annullamento di un atto plurimo ad effetti scindibili esplica effetti ultra partes quando il ricorso sia accolto per un vizio comune alla posizione di tutti i destinatari. L’accertamento dell’inidoneità dell’atto di delimitazione degli arenili demaniali ad attestare in modo certo il confine tra proprietà demaniale, comunale e privata, compiuto in assenza del necessario contraddittorio e della dovuta istruttoria, costituisce giudicato esterno estensibile ai non ricorrenti. Ne deriva l’illegittimità in via derivata, per carenza istruttoria e difetto di presupposto, dell’ordine comunale di demolizione e ripristino dei luoghi, adottato su un atto di delimitazione ritenuto inattendibile. L’inscindibilità riguarda il solo effetto caducatorio.
Il Fatto
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza del Comune di Sperlonga con cui l’ente locale ha ordinato la rimessa in pristino dello stato dei luoghi mediante demolizione e bonifica di alcuni manufatti, asseritamente realizzati sul pubblico demanio marittimo: un piazzale in cemento ad uso parcheggio, alcune tettoie di facile rimozione e una scala di accesso all’arenile.
Il ricorso, originariamente straordinario, è stato trasposto in sede giurisdizionale a seguito dell’opposizione proposta dal Comune. L’amministrazione, pur ritualmente intimata, non si è costituita. La controversia approda al Tribunale sulla legittimità dell’ordine demolitorio fondato su un atto di delimitazione risalente al 1930.
La Motivazione della Corte
Il Collegio accoglie il ricorso per il primo motivo. L’atto impugnato poggia su un atto di delimitazione degli arenili dell’11 dicembre 1930, già ritenuto inidoneo ad accertare l’esatto confine tra proprietà demaniale, comunale e privata, perché adottato senza contraddittorio e senza adeguata istruttoria.
Il riferimento è alla sentenza del medesimo Tribunale n. 638/2015, confermata dal Cons. Stato, VII Sezione, n. 4881/2022. Da quella pronuncia si evince che il mero richiamo a un accertamento compiuto quasi un secolo prima non è sufficiente a sostenere il rispetto dei confini tra proprietà privata e demanio marittimo.
Il Tribunale valorizza la natura plurima ad effetti scindibili dell’atto di delimitazione, posto a base di numerosi provvedimenti puntuali di gestione demaniale. I vizi accertati riguardano aspetti comuni dell’atto e non possono valere solo per l’originario ricorrente e non per gli altri destinatari.
Richiamando il costante orientamento, e in particolare la Ad. Plen. nn. 4 e 5/2019, il Collegio ricorda che l’annullamento di un atto plurimo scindibile produce effetti ultra partes quando il ricorso è accolto per un vizio comune a tutti i destinatari. L’inscindibilità riguarda il solo effetto caducatorio.
Ne consegue che sull’accertamento di inidoneità dell’atto di delimitazione deve ritenersi formato il giudicato esterno. Se l’atto non è strumento attendibile di identificazione del confine, l’ordinanza demolitoria è affetta da illegittimità in via derivata per carenza istruttoria e difetto di presupposto: in assenza di prova certa della demanialità delle aree, non è dimostrato che le opere insistano su suolo demaniale. Le restanti censure restano assorbite per la ragione più liquida.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.