Responsabilità contabile per contributi agricoli ottenuti con contratti di affitto falsi (Corte dei Conti Sez. giur. Molise n. 52 del 07.10.2025)

Principi di diritto (Massima)
In materia di aiuti comunitari all’agricoltura, l’erogazione dei contributi a valere su FEAGA e FEASR presuppone la disponibilità titolata delle superfici, comprovata da un titolo giuridicamente idoneo e debitamente documentato. La mera materiale disponibilità dei terreni, non sorretta da alcun titolo reale o personale di godimento, non è sufficiente. Chi ottiene le sovvenzioni presentando contratti di affitto falsi, con superfici superiori a quelle effettivamente condotte, risponde del danno erariale per l’intero importo percepito. La condotta dolosa integra occultamento doloso del danno, con decorrenza della prescrizione dalla richiesta di rinvio a giudizio penale, ai sensi dell’art. 1, comma 2, legge n. 20/1994.

Il Fatto

La Procura contabile conveniva in giudizio il titolare di una ditta individuale esercente allevamento bovino e produzione di latte, contestandogli di avere ottenuto, per le campagne dal 2011 al 2017, sovvenzioni a carico del FEAGA e del FEASR sulla base di due contratti di affitto di terreni agricoli ritenuti falsi. Le irregolarità emergevano da una nota della Guardia di Finanza, che rilevava come circa il 49,34% delle superfici dichiarate non fosse effettivamente condotto in locazione. Il danno contestato ammontava a € 161.399,17.

Il convenuto eccepiva la nullità della citazione per genericità della notizia di danno, l’assenza di dolo o colpa grave, la prescrizione del diritto azionato e l’applicabilità dell’art. 41 legge n. 203/1982 in tema di contratti agrari ultranovennali. Deduceva, inoltre, di essersi affidato incolpevolmente a un commercialista.

La Motivazione della Corte

La Sezione respinge le eccezioni preliminari. La notizia di danno possiede i requisiti di specificità e concretezza; i fatti costitutivi risultano delineati, come confermato dalla stessa comparsa di costituzione. Nel merito, dopo ampia ricostruzione della disciplina unionale e nazionale, la Corte afferma che la domanda unica di pagamento esige la dimostrazione di un titolo di conduzione registrato o di un’autocertificazione dei motivi che ne giustificano il ricorso.

Il Collegio aderisce all’orientamento consolidato secondo cui occorre la disponibilità titolata delle superfici. La Corte di Giustizia ha chiarito che l’obbligo di produrre un titolo giuridico valido impedisce lo sfruttamento abusivo di terreni altrui ed è conforme al principio di proporzionalità. I titoli non possono essere surrogati da relazioni di fatto con il fondo.

Quanto alla prescrizione, la Sezione ravvisa un’ipotesi di occultamento doloso del danno, avendo il beneficiario simulato una realtà agricola apparente. Il dies a quo è fissato alla richiesta di rinvio a giudizio penale, formulata il 20 agosto 2021; essendo l’invito a dedurre notificato il 27 novembre 2024, la domanda è tempestiva. Non si applicano i termini decadenziali di recupero invocati dal convenuto.

Nel merito la domanda è fondata. Dal compendio probatorio emerge la simulazione delle condizioni richieste: gran parte dei concedenti risultava premorta, emigrata o disconosceva la firma, mentre altri avevano concesso terreni solo verbalmente o adibiti a pascolo. La Corte riconosce come legittimamente inserite solo le particelle ricevute dal genitore e quelle per cui non è stata dimostrata la mancanza di consenso, per un’estensione comunque inferiore alle soglie di tolleranza. Anche la disciplina transitoria sui controlli non si applica alle domande fondate su dichiarazioni non veritiere.

Sul piano soggettivo, la condotta è dolosa: chi partecipa a un bando conosce le prescrizioni per autoresponsabilità, non potendo invocare la mancanza di competenze tecniche o l’affidamento al commercialista. Segue la condanna al risarcimento di € 161.399,17, oltre rivalutazione e interessi, con spese secondo soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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