Gestione finanziaria Enpaf 2022: sostenibilità, morosità contributiva e controlli patrimoniali (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 99 del 17.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati ai sensi del d.lgs. n. 509 del 1994 è funzionale a verificare la sostenibilità di lungo periodo del sistema, l’equilibrio attuariale tra contribuzioni e prestazioni e la corretta gestione del patrimonio. La regolarità contributiva degli iscritti costituisce presupposto per l’accesso alle prestazioni assistenziali e integra un interesse gestorio essenziale, la cui tutela richiede iniziative di recupero sollecite ed effettive. La gestione delle risorse affidate agli enti deve ispirarsi al massimo contenimento dei costi e alla massima efficienza, poiché gli oneri strumentali gravano sulla contribuzione degli iscritti. Il patrimonio netto superiore al limite di cinque annualità delle pensioni correnti non esime gli amministratori dall’obbligo di prudente e diligente impiego degli attivi, con particolare riguardo alla volatilità dei mercati finanziari.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il conto consuntivo dell’Enpaf relativo all’esercizio 2022, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio sindacale. L’Ente è una fondazione di diritto privato, già ente pubblico, sottoposta al controllo della Corte ai sensi del d.lgs. n. 509 del 1994 e del decreto presidenziale del 27 giugno 1964.

La relazione riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell’esercizio, dando conto delle risultanze contabili, dell’andamento della gestione previdenziale e patrimoniale e dei profili di maggiore attenzione emersi dall’istruttoria.

La Motivazione della Corte

La Corte rileva che i risultati di gestione dell’esercizio non evidenziano significativi profili di criticità. Il patrimonio netto si attesta a 3.059,514 milioni, con un aumento pari all’avanzo di esercizio di 80,662 milioni, e resta ampiamente superiore al limite di cinque annualità delle pensioni correnti previsto dal decreto interministeriale del 29 novembre 2007, con un indice di copertura di 19,04 annualità.

Sul versante previdenziale, gli iscritti salgono a 99.722 unità e i trattamenti pensionistici erogati a 26.226, per 160,43 milioni. L’indice di copertura tra contributi e pensioni si attesta all’1,13 per cento, in lieve flessione rispetto all’esercizio precedente. La Corte osserva che la scelta di versare il contributo di solidarietà in luogo della contribuzione ordinaria, sempre più diffusa tra i nuovi iscritti, non è utile alla determinazione del trattamento pensionistico.

Un profilo di attenzione riguarda la morosità contributiva. I crediti verso iscritti e terzi contribuenti, di importo rilevante, sono in parte affidati all’agente della riscossione. La Corte raccomanda all’Ente il più attento monitoraggio per il recupero dei crediti e la precisa indicazione nella nota integrativa delle azioni intraprese e dei risultati conseguiti.

Sul piano patrimoniale, il risultato della gestione mobiliare e immobiliare è negativo per 20,469 milioni, con un saldo negativo delle rettifiche di valore per 127,828 milioni, ascrivibile in prevalenza a svalutazioni dei fondi Oicr, Etf e alternativi. La Corte raccomanda il costante aggiornamento del regolamento di gestione del patrimonio, adottato con delibera del 22 dicembre 2020, in ragione della forte volatilità del mercato mobiliare e dei criteri di prudenza e perizia da applicare nella gestione dei contributi degli iscritti.

La Corte richiama il monito della Corte costituzionale, sentenza dell’11 gennaio 2017, n. 7, secondo cui le spese di gestione degli enti previdenziali devono ispirarsi alla logica del massimo contenimento e della massima efficienza, poiché ogni spesa eccedente il necessario incide negativamente sul sinallagma macroeconomico tra contribuzioni e prestazioni. Il bilancio tecnico approvato con delibera n. 10 del 25 novembre 2021 conferma la piena sostenibilità della gestione, pur evidenziando un lieve peggioramento rispetto alle precedenti previsioni attuariali.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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