Giurisdizione TSAP sulle opere di collettamento e depurazione delle acque reflue (TAR Lombardia n. 190 del 16.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
Spetta al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la giurisdizione sulle controversie aventi ad oggetto atti amministrativi che incidono in maniera immediata e diretta sul regime delle acque pubbliche, anche se adottati da autorità non istituzionalmente preposte alla loro cura. Il discrimine, ai fini del riparto, risiede nell’incidenza diretta del provvedimento sul governo delle acque, non nella natura dell’organo emanante. Rientrano in tale ambito i provvedimenti che disciplinano la realizzazione di un nuovo sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue, modificandone la localizzazione, il tracciato e il recapito finale. La stipula di una convenzione tra amministrazioni non sottrae la controversia alla giurisdizione specializzata quando l’atto interferisce sull’uso delle acque pubbliche.

Il Fatto

Il giudizio riguarda il procedimento di realizzazione del nuovo sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue di numerosi comuni della sponda bresciana del Lago di Garda. L’impianto attuale, una condotta sublacuale che convoglia le acque verso il depuratore di Peschiera del Garda, è giunto a fine vita tecnica.

Il Comune ricorrente ha impugnato la Convenzione del 14 gennaio 2022, sottoscritta dalla Prefettura di Brescia, dall’Ufficio d’Ambito e dal gestore del servizio idrico, per la progettazione definitiva e l’esecuzione della soluzione progettuale che prevedeva due impianti a Gavardo e Montichiari. Con un precedente ricorso il medesimo Comune aveva già impugnato gli atti pregressi del 2021. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito, tra l’altro, il difetto di giurisdizione in favore del TSAP.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha ritenuto fondata e assorbente l’eccezione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, con conseguente superfluità dell’istanza di rinvio formulata in udienza dal ricorrente.

Il punto di partenza è la giurisprudenza della Corte regolatrice, richiamata nelle pronunce delle Sezioni Unite n. 6801 del 2024, n. 4061 del 2024 e n. 12962 del 2022: sussiste la giurisdizione del TSAP, ai sensi dell’art. 143, primo comma, lett. a), r.d. n. 1775 del 1933, per ogni controversia su atti amministrativi in materia di acque pubbliche, ancorché non pronunciati da amministrazioni preposte alla cura di tali interessi, purché idonei a incidere in modo immediato e diretto sul regime delle acque e del relativo demanio.

Il medesimo orientamento è ribadito dal giudice amministrativo, richiamando Cons. Stato sez. VII n. 5425 del 2025, Cons. Stato sez. I n. 15 del 2024 e la propria sentenza n. 20 del 2025. Il discrimine va individuato nell’incidenza diretta o meno del provvedimento sul governo delle acque pubbliche, non nella qualificazione soggettiva dell’autorità emanante.

Applicando tali principi, il Collegio osserva che gli atti impugnati attengono a un nuovo sistema di collettamento e depurazione interamente diverso dall’attuale: non solo una diversa localizzazione dell’impianto, ma anche un tracciato avulso dal precedente, che non corre più sul fondale del lago e recapita le acque depurate, non più nel Garda, ma nel Fiume Chiese. Le acque reflue trattate sono qualificate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale, nell’ambito della nozione di servizio idrico integrato della legge n. 36 del 1994. I provvedimenti incidono quindi direttamente sul decorso, sugli utilizzi e sulla destinazione finale delle acque.

La prospettiva non è quella della pianificazione territoriale o dell’acquisizione di aree, materie di pertinenza del giudice amministrativo, ma quella della realizzazione di un impianto di collettamento e depurazione, parte concreta della gestione delle acque pubbliche. La valutazione di incidenza ambientale assume rilievo meramente strumentale. Né rileva l’intervento di una convenzione tra amministrazioni, che non può far venir meno la devoluzione al giudice specializzato quando l’atto interferisce sull’uso delle acque. Ne segue la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e la compensazione integrale delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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